Creare un sito multilingua con WordPress, con o senza plugin.

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WordPress multilingua con o senza plugin

Se stai pensando ad un WordPress multilingua, devi avere dei buoni motivi.

Motivi importanti, come promuovere i tuoi servizi o vendere i tuoi prodotti all’estero, e WordPress con qualche accorgimento può essere lo strumento perfetto.

C’entra molto la tipologia di sito, e le scelte che farai per la gestione delle lingue. Da questo dipenderà il grado di sbattimento per gestire tutta la baracca, ma anche il risultato che otterrai.

Tieni comunque presente che, a prescindere dal metodo che deciderai di utilizzare, la qualità delle traduzioni è determinante.

Traduzioni poco accurate, o peggio approssimative, avranno il solo effetto di renderti inaffidabile, o peggio ridicolo, agli occhi dei tuoi possibili contatti all’estero.

Cerchiamo di fare mente locale, per avere le idee più chiare e prendere le giuste decisioni.

Tipologia del sito multilingua

Che tipo di sito devi realizzare, solo pagine istituzionali o molto dinamico, con blog annesso o c’è di mezzo pure un e-commerce?

Se si tratta di un sito istituzionale, molto statico e con pagine che cambieranno di rado, potresti anche pensare di non appoggiarti a dei plugin di gestione delle lingue, quindi salta direttamente alla parte in cui se ne parla, in questa pagina.

Se però il sito è dinamico, o ci sono buone possibilità che lo diventi, ad esempio con l’aggiunta di un e-commerce o un blog aziendale aggiornati frequentemente, un plugin per la gestione delle lingue diventa praticamente una strada obbligata.

WordPress Multilingua con un plugin

WPML è indubbiamente lo stato dell’arte. Grazie ai suoi moduli è possibile realizzare installazioni multilingua professionali ed efficaci, e la gestione e la sincronia delle traduzioni sono particolarmente curate.

WPML plugin WordPress professionale per siti multilingua

Grazie al plugin WooCommerce Multilingual, WPML è l’ideale anche per gli e-commerce realizzati con WooCommerce.

In caso di temi particolarmente complessi, è bene verificare la compatibilità con WPML, ma in genere la maggior parte dei temi premium lo è.

WPML è un sistema complesso, non è semplicissimo da gestire quando non lo si conosce, e l’errore principale che riscontro con questo plugin è il non leggere la documentazione, comprenderne i meccanismi, prima di installarlo e configurarlo.

Partire bene con WPML significa semplificarsi la vita con le traduzioni, ed avere un sistema più stabile.

WPML non è gratuito, la versione compatibile con WooCommerce costa 79 Dollari US con rinnovo annuale di 39 Dollari US, e con una sola licenza lo si può usare su tutti i siti che si vuole.

Plugin alternativi.

Polylang è gratuito e gode di un discreto seguito, l’ho visto funzionare bene su siti aziendali ma non mi è mai capitato di vederlo all’opera con WooCommerce.

Ultimo ma non ultimo l’italianissimo Ceceppa Multilingua di Alessandro Senese. Amici professionisti molto affidabili me ne parlano bene, e pare che funzioni bene anche con WooCommerce. Non ho ancora avuto il piacere id provarlo, ma mi ero ripromesso di farlo al più presto.

WordPress Multilingua senza plugin

Soluzioni “primitive”, consigliabili solamente per siti aziendali che vengono aggiornati raramente.

Anni fa prediligevo queste soluzione, quando possibile, ma vista la maturità raggiunta da WPML non mi sento più di consigliarle.

Ad ogni modo, si può realizzare un sito multilingua in WordPress, senza l’ausilio di plugin, in due maniere:

  1. WordPress in modalità multisito, un sito per ogni lingua
  2. Diverse installazioni diverse di WordPress, una per ogni lingua richiesta, in sottocartelle dell’installazione principale

Tra le due, la prima soluzione è sicuramente la meno impegnativa, in termini di gestione. Un solo WordPress da amministrare, un solo tema da gestire, anche se tecnicamente ogni sito risulta indipendente.

Ma se poco poco c’è il dubbio che il sito in futuro potrebbe diventare più dinamico, con l’adozione di un blog ad esempio, o con l’implementazione di un e-commerce, è bene prendere in seria considerazione la possibilità di utilizzare un plugin come WPML.

L’eventuale conversione a sito avviato, nel caso, sarebbe parecchio impegnativa.

Gestione delle traduzioni

In teoria hai due possibilità:

  1. Traduzioni automatiche, tipo il traduttore di Google per capirci.
  2. Ti affidi a dei traduttori.

Io la prima ipotesi non la prendo in considerazione nemmeno sotto tortura. Non metterei la mia firma su un WordPress multilingua con traduzioni automatiche.

Hai mai provato a tradurre una pagina inglese, o in altra lingua, tramite il traduttore di Google?

Si per carità, può essere utile per capire il senso di frasi che magari ti sfuggono, o quando la lingua proprio non la conosci, ma in linea generale ti fai delle grosse risate.

È l’effetto che potrebbe avere anche sui tuoi possibili clienti stranieri, nelle pagine dei tuoi prodotti.

Meglio affidarsi a delle traduzioni professionali.

In conclusione, riguardo WordPress Multilingua…

  • Non ti affidare alle traduzioni automatiche, a rimetterci saranno la tua reputazione e professionalità.
  • Valuta la spesa di WPML, allo stato attuale è la soluzione più efficace e professionale, specie se è presente un e-commerce.
  • Puoi realizzare un sito multilingua con WordPress anche senza plugin, ma in futuro potresti trovarti in difficoltà, pensaci bene.

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14 Risposte a “Creare un sito multilingua con WordPress, con o senza plugin.”

  1. Omar 7 Gen 2015 at 10:46 #

    Ciao Rob!! Grazie mille come sempre i tuoi articoli sono sempre utilissimi, oppure spunti di riflessione! Cercavo una valida alternativa a WPML che seppur fatto bene è un pò ostico e a volte troppo articolato per siti non troppo articolati. RIcordo il vecchio qtranslate, ma ormai obsoleto, sarò un’occhiata a Polylang che non conoscevo, seguire il sottobosco di plugin che spuntano di giorno in giorno è cosa ardua 😉

    • Roberto Rota 8 Gen 2015 at 09:49 #

      Ciao Omar, vero che a prima vista WPML è un po’ ostico, ma una volta compresi i meccanismi diventa abbastanza semplice da gestire.

      rob

  2. Daniele Scasciafratte 8 Gen 2015 at 14:41 #

    Pr il multisite ci sono dei plugin pensati per il multilingua che permettono di associare i post tra un sito e l’altro così è possibile fare lo switch lato frontend.

    • Roberto Rota 8 Gen 2015 at 14:56 #

      Ciao Daniele, bentrovato 😉

      Non capisco se la tua è una domanda o un’affermazione.

      rob

  3. Andrea 12 Gen 2015 at 11:00 #

    Ciao Roberto,
    complimenti per l’articolo!
    Volevo sapere una cosa, sto utilizzando WPML e ho l’immagine del logo che dovrebbe cambiare in base alla lingua. Come posso fare?

    Grazie mille
    Andrea

    • Roberto Rota 13 Gen 2015 at 23:06 #

      Ciao Andrea, WPML gestisce i media in funzione delle lingue, tramite l’apposito modulo.

      Non dovresti aver particolari problemi.

      rob

  4. Cekker 22 Mag 2015 at 16:07 #

    Ciao Roberto, piccolo aiuto. Ho usato su un sito “.com” un plugin multilingua gratuito.
    So che questi plugin generano cartelle temporanee (it e fr) per ogni lingua.
    Su google web master tools posso caricare solo la versione .com?
    Anche perché se provo ad aggiungere l’indirizzo completo “sito.com/it” giustamente dice che la cartella / sito non esiste.

    Eventualmente per installare il francese in “fr.sito.com” e l’italiano in “it.sito.com”
    dovevo procedere con due installazioni completamente separate di WP oppure usare WP con multisite? giusto?

    • Roberto Rota 22 Mag 2015 at 16:19 #

      I plugin multilingua seri non creano cartelle temporanee, ma virtuali, e questo ti permette di creare una cartella per lingua e caricarci dentro il file di google che molti SEO vogliono, per far indicizzazioni separate per ogni lingua (cosa che io non condivido pienamente). Questo ovviamente se usi le cartelle per differenziare le lingue, se invece usi i sottodomini non vale più.

      WPML, ad esempio, permette di gestire entrambe le situazioni, cartelle e sottodomini, e inserisce i corretti metatag per la lingua utili ai motori di ricerca, con tanto di canonical per indicare l’articolo originale nella lingua predefinita.

      rob

      • Cekker 22 Mag 2015 at 16:36 #

        Grazie Roberto, faccio un test e ti faccio sapere. Cekker

  5. Salvo 15 Feb 2016 at 12:07 #

    Ciao Roberto, vorrei avere un’info riguardo a WPML:
    io dovrei tradurre un sito da italiano ad inglese e vorrei sapere se tramite il suddetto plugin fa in auto la traduzione o mi crea dei post che devo poi tradurre io in inglese. So che WPML si serve di alcuni traduttori professionali che si fanno pagare per ogni parola tradotta. Quindi il mio dubbio è capire se il plugin ti crea delle sezioni “vuote” dove poi io dovrei tradurre gli eventuali articolo/post o ti crea già la traduzione del sito?
    Idem per quanto riguarda Woocommerce in quanto nel sito interessato c’è una sezione e-commerce e vorrei sapere se il plugin mi crea delle sezioni vuote dell’e-commerce che poi dovrei andare io a tradurre.
    Spero di ricevere una tua risposta in merito.
    ciao e grazie
    Salvo

    • Roberto Rota 15 Feb 2016 at 12:56 #

      Ciao Salvo, WPML ti permette di agire come meglio credi.
      Puoi gestire le traduzioni di persona, gratuitamente ed in completa autonomia, oppure affidarti alla rete di traduttori che ti propone, ovviamente a pagamento.

      Funziona anche con WooCommerce, grazie all’estensione WooCommerce Multilingual esattamente nello stesso modo.

      Se decidi di usarlo, prima di ogni cosa ti consiglio di verificare che il tuo tema sia compatibile, e di leggere la documentazione per la gestione delle lingue, perché è comunque un plugin complesso e se parti con il piede sbagliato rischi di trascinarti dei problemi anche pesanti.

      rob

      • Salvo 15 Feb 2016 at 13:11 #

        Ok. Grazie mille Roberto. Valuterò come procedere

  6. Fulvio Presi 13 Mar 2017 at 19:24 #

    Ciao. Crea problemi scrivere articoli sia in italiano sia in inglese su uno stesso blog senza creare sotto cartelle? Grazie!

    • Roberto Rota 14 Mar 2017 at 14:02 #

      Ciao Fulvio, ci si potrebbe scrivere un trattato di comunicazione su questo punto.

      Tecnicamente nessun problema, magari i visitatori potrebbero risultare sconcertati dal bilinguismo.

      rob

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