L’apparente semplicità dei temi per WordPress

ATTENZIONE: questo articolo è più vecchio di un anno, e potrebbe non essere più attuale, sei pregato di tenerne conto.

Temi per realizzare siti WordPress

I temi premium per WordPress diventano sempre più ricchi di funzionalità, per non parlare dei cosiddetti temi “multi-purpose”.

Veri camaleonti, che promettono doti di trasformismo in grado di realizzare facilmente, con lo stesso tema, un magazine piuttosto che un sito corporate, un e-commerce o un portfolio fotografico, sempre partendo dalla stessa struttura.

Il guaio è che te le fanno pure vedere, queste capacità di adattamento alle situazioni più diverse, in demo realizzate ad arte, decisamente ben fatte ed estremamente accattivanti.

Facile quindi individuare il proprio modello di sito in una di queste demo, ma il difficile arriva quando si compra il tema e si cerca di replicare la demo che tanto ci è piaciuta.

Questo non vuol dire che questi temi vendano fumo, intendiamoci, ma di sicuro non sono così facili come vorrebbero far credere.

Personalmente mi capita spesso di lavorare con questi temi, con alcuni ho sviluppato una certa confidenza visto che bene o male sono quasi sempre gli stessi che vanno per la maggiore.

Per esempio Divi, U-Design, Avada e The7, tanto per citarne qualcuno tra i più noti e scaricati.

La qualità di questi temi, inoltre, si misura soprattutto nella qualità della documentazione. È soprattutto in base a questa che ci si può districare tra modelli e shortcode più facilmente con alcuni temi rispetto ad altri.

Dato che sono le demo di questi temi a far sognare gli acquirenti, alla fine diventa un aiuto prezioso la possibilità di replicare nel proprio WordPress la stessa demo in visione sul sito dello sviluppatore, possibilità offerta da molti ma non da tutti.

In pratica, nel pacchetto del tema sono spesso inclusi i contenuti da importare nel proprio WordPress, e le istruzioni per la configurazione di massima.

Poter smanettare direttamente nelle impostazioni della demo che ci è piaciuta tanto, per capire come è stata realizzata, è sicuramente un grande vantaggio.

Poi ci sono i Visual Composer, promettono di realizzare pagine in modo professionale senza  scrivere una riga di codice o uno shortcode. Io non li amo moltissimo, e meriterebbero un discorso a pare, che magari riprenderemo in futuro.

Quelli che vanno per la maggiore, alla fine, sono sempre gli stessi, ma hanno differenze importanti. La scelta di un tema di adottare un Visual Composer rispetto ad un altro può essere determinante per agevolare la vita all’utente meno esperto.

Infine, non bisogna sottovalutare la dote di plugin che ogni tema si porta dietro, a cui spesso delega parecchie funzionalità.

Alcuni dei plugin in dote a questi temi sono solamente raccomandati, altri invece sono praticamente obbligatori, e spesso alcuni di questi sono plugin commerciali.

Come ad esempio Revolution Slider, che a me piace molto se devo essere sincero, ma che non pochi grattacapi ha procurato di recente.

Questo ultimo aspetto porta ad una situazione critica molto frequente: si compra un tema, che si porta in dote uno o più plugin premium obbligatori. Con il passare dei mesi tema e plugin vengono aggiornati, e se per il tema non c’è problema visto che lo si è acquistato, con i plugin è un’altra faccenda, visto che per aggiornarli toccherebbe comprarli, e molti non ci pensano proprio e continuano ad utilizzare le vecchia versioni, finché funzionano.

Ecco quindi che ci ritrova con un tema aggiornato, ma con plugin premium vecchi di mesi, che possono portare a situazioni critiche come l’ultima grave vulnerabilità di Revolution Slider, appunto.

I temi premium, per concludere, sono sicuramente belli e accattivanti, permettono i realizzare siti di un buon livello, ma non sempre sono così rose e fiori come vogliono far credere, specie agli utenti meno esperti.

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Roberto Rota

Roberto Rota

Libero professionista, un "artigiano del web", lavoro nella comunicazione in rete da quando esiste Internet. Mi occupo principalmente di assistenza su WordPress e assistenza e consulenza WooCommerce, seguo la realizzazione di progetti web, in particolare siti di e-commerce, visibilità e comunicazione in rete. Il mio curriculum è su Linkedin, e mi puoi trovare anche su Instagram, FaceBook e Twitter.

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6 commenti su “L’apparente semplicità dei temi per WordPress”

  1. Pingback: √ Pro e contro temi WordPress premium | R...

  2. @niguli,
    sono d’accordo su Enfold, davvero notevole, ma per quanto riguarda le donazioni: una licenza, coè un acquisto, per ogni sito che installi. So che alcuni utenti sono stati contattati da Envato, occhio… 😉

  3. Rob, però Enfold è uno spettacolo puro, continuamente aggiornato anche secondo le richieste degli utenti. Conta che io ho chiesto allo sviluppatore se accetta donazioni extra dopo avergli pagato il tema inizialmente 🙂 PS: ci ho fatto gli ultimi 20-25 siti 😉

    1. Conosco Enfold, niente male, rientra nella lista dei temi di cui sopra.

      Pure io ho i miei 2/3 temi che prediligo, Enfold è uno di quelli che vorrei approfondire.

      Tu però non fai testo in questo caso, sembra evidente che non rientri nella categoria degli “utenti meno esperti” 😉

      rob

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