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Social network, comunicazione e sostanza

Ci sono molti esempi anche direttamente sperimentati di efficacia della comunicazione sui social network, ma non bisogna dimenticare che dietro ci deve sempre essere la sostanza, ovvero non è importante il mero comunicare, quanto il fatto che quello che si comunica possa essere di reale interesse per qualcuno… Come in tutte le forme di comunicazione esiste una “redemption”, la percentuale di “contatto utile” sulla massa di contatti… Il fatto è che sui social avendo un rapporto interattivo puoi alimentarla meglio e farla crescere rispetto agli altri media unidirezionali… Alla fine anche questo è un lavoro che porta comunque dei risultati, ma che va coltivato quotidianamente con una certa perizia..

Francesco d’Elia su Un chiarimento su Facebook e Twitter

Un fantasmino scribacchino. Ed anche un po’ pasticcione e birichino…

Ghost Writer

Da qualche tempo faccio lo scribacchino per terzi, il ghost writer come si usa dire oggi. Non grandi cose, nessuna celebrità, non molto impegnative in termini di quantità se prese distintamente, ma tutte assieme insomma ce n’è da fare.

Un paio di attività artigianali distinte e molto diverse tra loro, in totale un blog, due pagine Facebook e due account Twitter.

Per quanto poco impegnative sulla quantità, bisogna comunque fare un gran lavoro di immedesimazione per ottenere una qualità soddisfacente, ed una certa “credibilità”. Bisogna “entrare nel personaggio”, come si direbbe negli ambienti della recitazione.

Sommati ai miei vari profili (io, Tevac e lo Zio Pino i principali), diventa impegnativo non incasinarsi al momento di postare, e mi è successo almeno un paio di volte. Per fortuna non se ne è accorto nessuno, o nessuno lo ha fatto notare nonostante i lettori siano un numero discreto, altrimenti chissà che mi toccava inventare.

Un effetto collaterale poco piacevole nello scrivere per terzi, poi, è che bruci molte energie mentali in più per lo sforzo di immedesimazione, anche se dopo un po’ viene relativamente automatico, e ti rimangono poche energie per quello che vorresti scrivere per te. E rischi pure di confonderti, alle volte.

Tornando ai miei due fantasmini scribacchini, sono particolarmente affezionato a queste due “entità” che porto avanti, le ho fatte nascere dal nulla, gli ho insegnato a crescere per quel che potevo e fino ad ora sono state belle soddisfazioni.

È arrivato però il momento, almeno per una nell’immediato e un paio di mesi per l’altra, di lasciarle libere camminare con le proprie gambe, e il dubbio nasce spontaneo: riusciranno a mantenere i risultati maturati fin qui, con il mio lavoro? Qualcuno si accorgerà del “cambio gestione”?

Io temo di si, è inevitabile, gli stili di scrittura sono imitabili ma le differenze, anche minime, saltano subito agli occhi, anche banalmente nella costruzione delle frasi, nell’uso della lingua.

Continuerò a spiarli, di nascosto, come si fa con i figli per controllare che non facciano qualche marachella…

Niente di cui scandalizzarsi?

Comprare follower e fan per aumentare la popolarità in reteTutto è lecito, in guerra e in amore, figuriamoci poi se si tratta di marketing. Martina Pennisi sul Corriere.it non scopre nulla di nuovo ma mette a nudo un mercato florido, utilizzato da molti anche i meno sospetti, la facile compravendita di fan e follower su Facebook e Twitter per aumentare la popolarità. Una pratica consolidata, utilizzata da personaggi dello spettacolo, politici e aziende, ma anche da perfetti sconosciuti in cerca di un briciolo di popolarità.

Del resto è sotto gli occhi di tutti, pagine Facebook e account Twitter che da un giorno all’altro si popolano di decine di migliaia di consensi, e basta poco a rendersi conto che buona parte sono farlocchi. Un mercato non nuovo in rete, basta ricordare la pratica, ancora in uso, dell’acquisto di link per scalare gli indici dei motori di ricerca.

Più apprezzabile, almeno si tratta di persone reali, la nuova pratica di mettere in palio codici di attivazione gratuiti di App varie e gadget vari allo scopo di aumentare follower e fan.

Cosa non si farebbe per una manciata di follower…

Fenomeno Twitter e FAQ per star e aspiranti tali

Ultimamente mi incuriosisce il fenomeno Twitter. Fenomeno per me, che ancora non riesco a capirne gli ingranaggi e per questo ancora preferisco, se proprio devo scegliere, la piacevole e accogliente interfaccia di FaceBook. Ma sono ostinato e voglio capirci di più.

Twitter è diverso. Tanto per dire, a quanto pare è lo strumento di socializzazione preferito dalle star, italiche e non, ed è molto probabile che a “cinguettare” siano davvero loro, e che sembra che ci si divertano pure. Non come certe pagine fan su Facebook.

Per star intraprendenti, o aspiranti tali, ho trovato molto divertente questa pagina di Luca Alagna su Stilografico: FAQ su Twitter per ‘star’ intraprendenti.

Clooney - Canalis

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