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WordPress da terminale

Installare e gestire WordPress da terminale

Certo non è una cosa per tutti.

Prima di tutto perché il terminale non è sempre disponibile, specie negli hosting condivisi, e potrebbe anche non bastare, per gli eventuali limiti imposti sempre dall’hosting. Nessun problema invece per chi utilizza VPS o server dedicati.

Poi perché bisogna avere una certa confidenza con il terminale stesso, uno strumento che spesso spaventa anche i più arditi.

Ma se ci si prende la mano, è possibile installare e gestire WordPress molto agevolmente, con un notevoli risparmi di tempo, evitando i rallentamenti causati dall’interfaccia web. Continua a Leggere →

Nostalgia canaglia…

Sono tornato ad essere un “normale utilizzatore” di servizi internet, quindi certi privilegi da addetto ai lavori mi sono preclusi, ed ogni tanto me lo dimentico. Come quando cerco di aggiornare un sistema, lanciare una patch, o fare un backup di un database.

Il puntatore corre rapido verso l’icona del Terminale, è un gesto ormai istintivo, e quando mi accorgo che un accesso da terminale non ce l’ho più beh, ci rimango pure un tantinello male.

Non è che sia un genio al terminale, riesco giusto a fare quel po’ di operazioni imparate lungo la strada, e che mi hanno semplificato di molto il lavoro negli ultimi anni.

Me ne rendo conto ora, che le stesse operazioni le devo fare da una qualche interfaccia web, che se tutto va bene è giusto solo un po’ lenta.

È proprio vero che certe cose le apprezzi per quanto valgono solo quando ti mancano…

Aggiornare Plesk da riga di comando

Parallels Plesk Panel Login

Plesk è tanto bello e caro, ma quando si tratta di fare alcune operazioni, tra queste l’aggiornamento di se stesso e dei suoi componenti, diventa di una lentezza esasperante. Per fortuna è possibile eseguire molte operazioni direttamente da shell, in modo estremamente più veloce e, soprattutto, con maggior dovizia di particolari su quel che sta succedendo e su eventuali problemi.

Stiamo parlando di Parallels Plesk Panel installato su piattaforma Linux, magari anche per la versione Windows c’è qualcosa del genere ma non la conosco.

Per verificare se ci sono aggiornamenti disponibili, basta lanciare il seguente comando (tutto su una riga, ovviamente):

/usr/local/psa/admin/bin/autoinstaller --select-release-current --show-components | grep upgrade

Per aggiornare Plesk, invece, il comando è questo:

/usr/local/psa/admin/bin/autoinstaller --select-release-current --upgrade-installed-components

Ovviamente bisogna essere “signori e padroni” della macchina, in poche parole occorre essere root.

Creare account mail multipli in Plesk Panel

Il problema si pone quando ti chiedono di creare un dominio con qualche centinaia di account di posta elettronica: “Oddiomamma sai che due scatole a crearli tutti uno ad uno…” è la prima cosa che ti viene da pensare, perché l’interfaccia di amministrazione di Plesk non prevede, tra le tante cose purtroppo, la creazione di più account mail partendo da una lista di testo, una cosa che, tanto per dire, sarebbe estremamente comoda.

Non lo prevede l’interfaccia grafica di amministrazione, ma se si va a scavare nei meandri della documentazione si scopre che da terminale invece è possibile, e qui si tira un gran sospiro di sollievo!
Stiamo parlando di Plesk Panel per Linux, ovviamente, non so dire ci sia qualcosa di analogo per la versione Windows ma immagino di si.

Plesk su Linux prevede il comando mail, tra quelli che installa tra i suoi binari, e che si trova qui:

/usr/local/psa/bin/mail

Lanciato con l’opzione “–help”, questo comando mostra tutta la sua potenzialità.

La struttura del comando è semplice:

/usr/local/psa/bin/mail comandi <indirizzo_mail> [opzioni]

e una formula di partenza potrebbe essere questa:

/usr/local/psa/bin/mail -c account@dominio.it -mailbox true -cp-access true -passwd password

dove -c sta per “create”, e dopo l’indirizzo mail le opzioni riguardano la creazione della mailbox (con i valori predefiniti per il dominio), l’abilitazione all’accesso al pannello di controllo e per terminare la password, ovviamente sostituendo “password” con una stringa adeguatamente sicura.

Curiosando tra le varie opzioni si scopre che è possibile attivare e configurare l’antivirus, l’amministrazione dell’antispam e molte altre ancora.

A questo punto, avendo una lista di indirizzi mail da creare, è facile creare un file di testo dove riga per riga si definiscono i comandi, renderlo eseguibile e lanciarlo come uno shell script:

#!/bin/sh
/usr/local/psa/bin/mail -c account1@dominio.it -mailbox true -cp-access true -passwd password1
/usr/local/psa/bin/mail -c account2@dominio.it -mailbox true -cp-access true -passwd password2
/usr/local/psa/bin/mail -c account3@dominio.it -mailbox true -cp-access true -passwd password3
...

Qualche centinaio di account mail si creano in pochi minuti!

Io ho provato, per comodità e pigrizia, mettendo a tutti la stessa password, ma immagino che con un po’ di destrezza si potrebbe tranquillamente creare una variabile che definisca una password diversa per ogni account, autogenerata.

Grep delle meraviglie – 1

Painting wizard - J W Baker

Lo confesso, più imparo a conoscere grep e più lo adoro per le enormi potenzialità nella ricerca, e non c’è giorno che non mi torni utile sfogliando enormi file di log o altre ricerche sui server che gestisco.
Allo stesso tempo mi fa paura, perché le funzionalità sono immense, e mi costringe ad uno studio continuo.
Imparo lentamente, perché l’argomento è particolarmente vasto considerato poi che grep esprime il meglio delle sue potenzialità in combinata con le espressioni regolari, un vero buco nero per me, ma ad ogni piccola scoperta sono grandi soddisfazioni.

Qualcuno mi ha chiesto “ma perché ti ostini a cercare di imparare questo grep, quando i sistemi operativi offrono tanti strumenti per le ricerche con delle interfacce comodissime?
Probabilmente non hanno mai dovuto fare delle ricerche in file di testo particolarmente grandi,  come i file di log dei server ad esempio, e rimanere stupiti da quanto sia veloce grep, mentre con altri sistemi conviene lanciare la ricerca e poi andare in pausa caffe, sempre che al ritorno abbia già finito.

Per tenere traccia di alcune di queste potenzialità, quelle che imparo via via e che possono tornarmi utili in futuro, ho pensato che poteva essere utile un “grep for dummies” formato di tanti appunti, partendo dalle cose basilari, e da implementare di volta in volta. Magari qualcuno più dummies di me alla fine mi offrità una birra… 🙂
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