Archivio Tag: Riccardo

Riccardo lavora con la mucca

Riccardo lavora al computer

Riccardo ogni tanto deve lavorare.

“Papà, dammi il computer che devo lavorare”. Papà lavora al computer. Probabilmente si vendica pure di tutte le volte che io gli dico che qualcosa non si può fare, o che bisogna aspettare cinque minuti, perché papà deve lavorare.

Allora si arrampica sulla mia sedia, afferra sicuro il mio mouse e va nell’angolino in alto a destra, e cambia utente.

“Papà ho messo la mucca”. La mucca è il suo utente, perché  ha una bella mucca colorata come sfondo scrivania. Prima era Bob l’aggiustatutto, poi ha deciso che la mucca gli piaceva di più tra le decine di sfondi che gli ho messo a disposizione.

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Letterine a Babbo Natale

Ferrari 250 GTO a pedali

Chiacchieravo con un coetaneo, e siamo finiti complice il periodo ed i pargoli a parlar di regali, e delle nostre letterine a Babbo Natale.

Quando io credevo ancora a Babbo Natale i miei genitori non erano ricchi. Non che lo siano mai stati, ma negli anni della mia infanzia non dico fossero indigenti ma di sicuro non potevano scialare, spesso faticavano ad arrivare al minimo indispensabile. Il mio primo ricordo di casa è il retrobottega di mia madre, un retrobottega di una quarantina di metri quadrati in due stanze più bagno dove ci vivevamo in quattro. Mia madre faceva la camiciaia, il retrobottega era più grande della bottega, e la mia cameretta di giorno diventava l’angolo delle misure per i clienti.

Con l’avvicinarsi del Natale i nostri sogni di bambini si spalmavano nelle pubblicità di Topolino. Il giornalino, la TV non ce l’avevamo ancora.

Ci avevano insegnato che bisognava fare una lista dei regali che si desideravano, e che Babbo Natale l’avrebbe presa in considerazione e qualcosa sarebbe arrivato nella notte della vigilia, a patto ovviamente che avessimo fatto i bravi bambini.

Le mie liste me le ricordo ancora, morivo all’idea di una pista Polistil, anche un ovale semplice semplice, ma costava evidentemente troppo e finivo per accontentarmi di altro. Un sogno durato anni, almeno finché ho creduto a Babbo Natale, mai soddisfatto.

In genere era la cosa più economica della lista, più dolcetti e cose utili, le cose importanti erano pantaloncini, maglie e giubbini rigorosamente “in crescita”, che altrimenti diventavano piccoli troppo in fretta.

È successo anche di ricevere qualcosa che non era nell’elenco, forse perché la voce più economica era fuori portata. Anche Babbo Natale si sbaglia, con tutti i bambini che deve accontentare in una sola notte…

C’era pure un fiorente riciclo dell’usato. Gli amici dei miei con figli più grandi portavano di nascosto tricicli e biciclettine dismesse. Dai parenti niente, ero il primo dei nipoti e in quel senso era una vera sfiga, casomai erano i sopravvissuti tra i miei giochi che finivano di nascosto ai cuginetti più piccoli.

Riccardo, per il suo secondo Natale, credo abbia ricevuto più regali di me in tutta la mia infanzia. E non siamo certo ricchi, anzi è il mio primo Natale da “diversamente occupato”.

Ha ricevuto persino una Ferrari 250 GTO a pedali comprata direttamente al Ferrari Store di Maranello. Una follia del nonno, è talmente grande che fatica a circolare per casa.

Visto quanto gli piacciono le macchinine mi sono ripromesso, per uno dei prossimi natali e prima che smetta di credere a Babbo Natale, di comprargli la pista elettrica dei miei sogni.

l’iPhone è un sommergibile, o forse un faro.

sottomarino giallo

Riccardo ha pensato che forse l’iPhone è un sommergibile. Ovviamente non lo è, ma non ho fatto in tempo a dirglielo.

Ho messo l’iPhone ad asciugare, per vedere se qualcosa si riprende o se mi rimane un costoso soprammobile, e da un po’ ha cominciato ad accendersi e spegnersi di continuo. Prima o poi finirà pure la batteria.

Avuta la conferma di non poter fare il sommergibile, forse l’iPhone ora prova a fare il faro.

Forse si annoiava a fare solamente da radiosveglia…

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