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Il tempo (perso) dei registrar

Quando mi occupavo direttamente io di registrazioni e trasferimenti domini, e di rapporti con gli altri registrar, per passare un dominio da un registrar ad un altro, almeno per le estensioni più comuni, non passavano più di 48 ore.

Non un cambio di registrante, o altre operazioni, ma solo un semplice cambio di registrar.

Ora, per la stessa operazione, sono 4 giorni che aspetto, e so benissimo che tutto dipende dal vecchio registrar, che se la piglia comoda.

Vorrà pur dire qualcosa…

I nomi di dominio con l’accento e gli americani

Giusto ieri si scriveva della possibilità di registrare nomi di dominio con caratteri speciali, accentate etc.

L’amico Paolo su Facebook mi fa notare un particolare che a prima vista mi era sfuggito.

Se si decide di usare un nome di dominio con una o più accentate, come la mettiamo con tutti gli stranieri che le accentate praticamente non le usano, non le hanno nemmeno sulla tastiera, al momento che devono inviarci una mail o scrivere l’URL nel browser?

Un motivo in più per registrare sia i nomi accentati che la versione “tradizionale” che si sarebbe utilizzata fino ad oggi, senza caratteri particolari, e far sì che una sia l’alias dell’altra per quanto riguarda web e mail.

Internationalized Domain Names = nomi di dominio con gli accenti

Una nota del Registro Italiano per i Nomi a Dominio del 10 luglio scorso comunica che da oggi è possibile utilizzare gli accenti nei nomi a dominio. Sarà possibile quindi registrare nomi come “barbapapà.it” e “virtù.it”.

Non solo, sarà possibile utilizzare anche caratteri particolari presenti nel francese e nel tedesco, ed il numero delle lingue è destinato ad aumentare velocemente.

Registro Italiano Nomi a Dominio

A partire da domani 11 luglio, il Registro .it, l’anagrafe dei nomi con suffisso ’.it‘, gestita dall’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr), consentirà di registrare nomi con gli accenti come caffè.it e di distinguere, in base all’accentazione, il significato di una parola come lèggere.it e leggère.it. Si potranno utilizzare anche i caratteri di uso comune nelle lingue francese e tedesca come la ç di “garçon.it” o la ß di “straße.it”.

Vedi qui il comunicato di Registro.it

Sicuramente una buona cosa per tutti quei termini che potevano presentare doppie chiavi di lettura, a seconda di dove veniva immaginato l’accento, come nel caso “leggere” indicato nel comunicato.

Un buon business per il registro, che vedrà aumentare le richieste di registrazioni di nuovi nomi con e senza accenti.

Un buon business anche per chi si occupa di registrazioni e gestione dei nomi a dominio.

Attenzione però: se il vostro nome o ragione sociale prevede accenti, e avete registrato il nome del dominio senza, affrettatevi a registrare anche la versione accentata altrimenti rischiate di farvelo soffiare.

Divertente quanto segnala l’amico Zambelli su Twitter, qui e qui, delle varie agenzie di stampa che segnalano la notizia sbagliando o omettendo gli accenti, come qui l’ANSA e qui Adnkronos, che non azzeccano un accento manco a pagarlo in tutto l’articolo, sostituendoli con degli orribili apostrofi. Una nota di colore che non guasta…

😉

Hai un dominio .it? Verifica con chi lo hai registrato, e in fretta!

Registro Italiano Nomi a Dominio

La storia è semplice: il Registro italiano dei Nomi a Dominio (registro.it), che in pratica è l’Authority italiana, sta annullando tutti i contratti con gli Internet Provider che non hanno provveduto ad effettuare il passaggio da operatore asincrono (Mantainer) a sincrono (Registrar).
Quindi, se il tuo dominio è gestito da uno di questi, potresti avere delle difficoltà o per lo meno qualche rogna per continuare ad utilizzarlo in futuro.

Per scoprire se il proprio dominio è gestito da un Mantainer e non da un Registrar, basta fare il whois del proprio nome a dominio e verificare la sigla dell’Internet Provider che lo gestisce, se questa finisce per “-REG” nessun problema, ma se invece finisce per “-MNT” allora comincia a preoccuparti, perché se non lo è già il tuo dominio finirà a breve nello stato di ”NO-PROVIDER” o “REDEMPTION-NO-PROVIDER”, e a quel punto solo il registrante, cioè tu, potrai e dovrai attivarti per trasferire il dominio ad un nuovo Registrar. Se non lo fai, il rischio è che il dominio, allo scadere del nuovo stato, venga reso disponibile a chiunque lo voglia registrare.

Per fare una ricerca di tipo Whois, basta scrivere “whois nomedominio.it” su un terminale, oppure utilizzare uno dei tanti tools in rete, come quello presente sulle pagine del sito del Registro.it.

In caso di difficoltà, visto che mi occupo proprio di queste cose, contattami privatamente (un tantinello di autopromozione non guasta mai… 🙂 ).

Registro Italiano UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici)

NIC registro italiano nomi a dominio

Il Registro Italiano per i nomi a dominio non è molto che ha deciso di rendere possibile la registrazione o modifica in tempo reale dei domini .it, allineandosi con buona parte delle principali authority internazionali e togliendo i provider italiani dall’incubo delle LAR tramite fax.

Queste le intenzioni, almeno sulla carta, nella pratica però la radicata abitudine tipicamente italiana di complicare le cose, anche le più semplici, è riuscita a prevalere anche in questo caso. La possibilità di accedere in tempo reale al database dei nomi di dominio del Registro Italiano è riservata solo a chi supera un piccolo esame di abilitazione, e fin qui nulla di male visto che si tratta sostanzialmente di conoscere decentemente la regolamentazione in materia, ed a chi si sviluppa in proprio (o compra da terzi) l’applicazione per effettuare le modifiche in sincrono sul database del Registro.

Ora io comincio ad essere avanti con l’età, e istintivamente mi viene sempre da cercare le vie più brevi e semplici, con la filosofia che “meno aggeggi metti in un motore, meno possibilità ci sono di avere dei guasti“, quindi mi viene spontaneo chiedermi perché il Registro Italiano non habbia sviluppato in proprio una interfaccia web da mettere a disposizione ai provider abilitati, una per tutti, più controllabile, testata e sicura, invece di far sì che ognuno si debba scrivere la propria, con tutti i rischi che ne conseguono.

Un po’ come avviene per la registrazione dei domini di mezzo mondo, insomma…

Magari c’è qualcosa che mi sfugge, che non capisco, e che è meglio così, in questo caso vi pregherei di spiegarmelo come lo spieghereste ad un bambino, perché a me sembra la classica italica situazione in cui una cosa (relativamente) semplice viene resa impossibile, quasi solo per il gusto di complicarsi la vita.

Grazie a chi vorrà illuminarmi il sentiero… 😉

Ciao, come posso aiutarti?
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