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Quando la newsletter finisce nella posta indesiderata

Newsletter in SPAM impostare i DNS corretti

Stai utilizzando un servizio di newsletter professionale, ma le tue newsletter finiscono comunque nello SPAM, nella posta indesiderata?

Magari non tutte, ma se succede anche solo per pochi destinatari è sempre un grande fastidio se non peggio, delle occasioni mancate di contatto o di business.

Il problema potrebbe essere che non hai configurato i tuoi DNS in modo appropriato, seguendo le indicazioni del servizio di newsletter.

Servizi come MailChimp (il mio preferito), AWeber o MailUp, giusto per citare qualcuno tra i più noti, offrono buone garanzie di consegna, ma occorre attenersi alle loro indicazioni tecniche per ridurre al minimo il rischio di finire nelle famigerate cartelle di posta indesiderata.

In parole povere, se le tue newsletter vengono inviate con un indirizzo del tuo dominio, come avviene nella maggior parte dei casi, devi avvisare gli antispam dei destinatari che il servizio che stai utilizzando è autorizzato ad inviare posta elettronica per il tuo dominio. Continua a Leggere →

Problemi delle mail in uscita da WordPress e WooCommerce

Antispam - strumenti contro la posta indesiderata

C’è un aspetto dell’utilizzo di WordPress che viene puntualmente trascurato, ossia le  mail inviate dal sistema.

Invece sarebbe meglio preoccuparsene, perché possono finire facilmente nella posta indesiderata, compromettendo la buona reputazione di un blog o di un servizio web.

Nel caso di un sito di eCommerce, questa eventualità potrebbe diventare una catastrofe, commercialmente parlando.

Cerchiamo di capirci di più. Continua a Leggere →

Dimmi che SMTP usi e ti dirò chi sei… (errori SPF con mail inviate a Tiscali)

Posta elettronica di qualità

Il cliente vuole il massimo della qualità nella sua posta elettronica. Vuole che il suo dominio goda del massimo della reputazione, nessuna sua mail deve finire con il marchio infamante dello spam.
Quindi vai di tutte quelle tecniche che ti permettono di tenere alto il buon nome del di lui dominio e server di posta, quindi verifica che l’IP del server mail sia “pulito”, ossia niente blacklist, sistema per benino i DNS con Reverse Lookup e SPF, dato che ci sei mettici pure le firme DomainKeys, testa il tutto e goditi soddisfatto il risultato della tua opera, che ne hai ben donde.

Anche il cliente è soddisfatto.

Poi ti chiama incazzato nero, Tiscali gli ha rifiutato una mail con il seguente errore:

These recipients of your message have been processed by the mail server:
destinatario@tiscali.it; Failed; 5.3.0 (other or undefined mail system status)

    Remote MTA imp-1.mail.tiscali.it: network error

 - SMTP protocol diagnostic: 550 5.1.0 <mittente@dominio.it> SPF Failed - not authorized

C’è da dire che Tiscali, sugli SPF della posta in arrivo, è incarognito forte (peccato non lo sia altrerttanto nella posta in uscita), ma questo non sposta i termini del problema.

Il fatto è che il cliente, per i fatti suoi, ha pensato bene di configurare come server SMTP quello permesso dalla connettività, come si usava una volta, e non quello del suo server mail, vanificando così qualsiasi lavoro fatto per qualificare il dominio di posta elettronica.

C’è da dire che, più o meno, con tutto il resto del mondo le mail vengono consegnate lo stesso, al massimo ti viene assegnato qualche punto positivo ma difficilmente vieni marcato come SPAM. Non con Tiscali, se hai pubblicato un record SPF nei tuoi DNS con l’opzione “disallow”, e non stai utilizzando gli SMTP dichiarati, Tiscali ti rifiuta le mail.
A dirla tutta, Tiscali non fa altro che mettere in praticaalla lettera  le istruzioni pubblicate nei DNS, come sarebbe giusto del resto, altrimenti a che servono?

Morale della favola: se hai DNS e server mail ben configurati, specie se configurati con severità, o un provider che ci tiene al buon nome della posta che esce dai suoi server, usa il server di posta in uscita del tuo servizio di posta elettronica, e non quello della connettività, e insisti se qualcuno cerca di farti fare il contrario. La tua posta elettronica sarà più felice, e avrai meno problemi di consegna.

Utilizzare i server di posta in uscita della connettività era una pratica utilizzata quando le linee erano analogiche, delle vere tartarughe, lo consigliavano anche i provider che ti vendevano il servizio di posta elettronica, così loro risparmiavano banda (molti lo fanno ancora sempre per lo stesso motivo), ma con l’aumentare dello spam e l’innalzamento delle relative barriere difensive è diventato controproducente per la qualità delle mail in uscita, e di conseguenza i recapiti diventano più difficili. Già non si ha mai la certezza assoluta  che un messaggio di posta sia consegnato, se ci si mette di impegno per ridurre queste possibilità è come darsi la zappa sui piedi.
Vale anche se non si utilizzano protocolli particolari come SPF e Domainkeys, le mail che escono dal server SMTP del  dominio sono sempre le più gradite.

Mail firmate e dispositivi mobili

Abbiamo visto in più occasioni come le mail “firmate”, grazie all’utilizzo di strumenti come DomainKeys ed SPF, aiutino a salvaguardare la reputazione del dominio, per quanto riguarda ovviamente la posta elettronica, ed evitare il più possibile che delle mail spedite dal dominio possano essere prese per SPAM, anche solo come falsi positivi.

Spesso però si dimentica, o almeno alcuni lo fanno visto il feedback che sto ricevendo, che questo vale solo se le mail vengono inviate utilizzando il corretto server SMTP, ossia quello dichiarato negli SPF ed abbinato ai DomainKeys. La musica cambia se si utilizza un altro server SMTP o un dispositivo mobile che utilizza un proprio servizio SMTP, un Blackberry ad esempio.

Il servizio Blackberry lavora in modo egregio per quanto riguarda gli SPF, le mail in uscita dai loro server assumono un Return-Path coerente con il server SMTP utilizzato, e tutti i server SMTP di blackberry.com hanno i loro bei record SPF ben dichiarati nei DNS. Tutto verificato.
Giusto per la cronaca, questi sono gli headers di una mail destinata ad un indirizzo gmail.com inviata tramite il mio Blackberry di servizio (ebbene sì ne devo usare uno pure io), con indirizzo mail, IP e server opportunamente camuffati per ovvi motivi:

Return-Path: <SRS0=TsraiT=JA=quesse.it=robxx@srs.tris.de.blackberry.com>
Received: from smtp05.tris.de.blackberry.com (smtp05.tris.de.blackberry.com [226.53.145.101])
by mx.google.com with ESMTP id 16si4505603qyk.74.2010.01.15.15.57.11;
Fri, 15 Jan 2010 15:57:11 -0800 (PST)
Received-SPF: pass (google.com: domain of SRS0=TsraiT=JA=quesse.it=robxx@srs.tris.de.blackberry.com designates 226.53.145.101 as permitted sender) client-ip=226.53.145.101;
Authentication-Results: mx.google.com; spf=pass (google.com: domain of SRS0=TsraiT=JA=quesse.it=robxx@srs.tris.de.blackberry.com designates 226.53.145.101 as permitted sender) smtp.mail=SRS0=TsraiT=JA=quesse.it=robxx@srs.tris.de.blackberry.com

(I riferimenti mail ed IP sono stati modificati per ovvi motivi) Continua a Leggere →

Un nuovo server mail, primi passi per una buona reputazione

server mail

Promemoria: quando si allestisce un server mail e lo si mette in produzione, occorre verificare alcune condizioni, quelle che in linea di massima gli permetteranno di svolgere il suo dovere, ricevere e spedire mail, senza troppi intoppi.

È il primo passo per la costruzione di una buona reputazione del nostro mail server, e di conseguenza del nostro dominio.

La reputazione di un server mail è come la reputazione per gli umani, non è una cosa che si acquisisce come diritto di nascita, ma che va costruita pezzo per pezzo, e quel che è peggio, basta un attimo, una distrazione, per comprometterla.

Vediamo quindi quali sono le prime cose di cui preoccuparsi, prima e durante l’installazione e la messa in produzione di un server mail. Continua a Leggere →

Ciao, come posso aiutarti?
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