Hosting Kinsta, prime impressioni.

Kinsta è una realtà tra le più recenti nel panorama dei servizi di hosting, un marketing incentrato sulla qualità dei servizi e sulle performance, ero davvero curioso di poterlo provare.

Finalmente mi è capitato di trasferire due siti su Kinsta, ed ho potuto toccarne con mano servizi e caratteristiche.

Trattandosi di un trasferimento di siti già ben avviati, ho potuto fare un confronto di prestazioni tra vecchio hosting e Kinsta.

A chi si rivolge Kinsta?

Sicuramente l’offerta di Kinsta è rivolta ad una clientela più esigente, il prezzo è già un filtro importante e chi cerca un hosting economico è bene che guardi altrove.

L’azienda statunitense non usa mezzi termini, anche nella sua comunicazione vuole offrire un servizio professionale di alto livello, cercando il massimo in qualità e prestazioni. Sarà solo marketing?

Kinsta hosting professionale NGINX

Caratteristiche dell’hosting Kinsta

La piattaforma Kinsta è espressamente dedicata all’hosting per WordPress, tutto è ottimizzato per far girare al meglio i siti con il nostro CSM preferito. Anche il blog di Kinsta è strutturato per offrire un supporto dedicato agli utenti WordPress.

Caratteristiche principali:

  • Infrastruttura Google Cloud
  • Server NGINX
  • Attenzione alla sicurezza
  • Supporto in italiano dalle 9 alle 16, in inglese 24/7
  • Area di staging
  • Accesso SSH
  • Cache a livello server (ottimizzata per WordPress e WooCommerce)
  • CDN integrata

Kinsta non offre un servizio di posta elettronica

Questo è un aspetto che va evidenziato subito, perché spesso è importante nella scelta di un hosting.

Siamo abituati che i servizi di hosting, di norma, includono un certo numero di caselle di posta elettronica nelle loro offerte, anche quelle più economiche.

Per sua stessa ammissione, Kinsta non offre un servizio mail, quindi le caselle di posta del dominio devono essere gestite esternamente.

Kinsta consiglia G Suite di Google, ma volendo in rete ci sono alternative più economiche, specie per chi ha parecchi account mail da gestire.

È una scelta drastica, probabilmente impopolare, in genere si tende a considerare mail e hosting come un servizio dello stesso fornitore, anzi come servizi compresi nella stessa offerta.

Cè da dire poi che chi, sottoscritto in testa, ha avuto modo di utilizzare servizi di posta elettronica come G Suite, difficilmente tornerebbe a servirsi degli account mail di un qualsiasi hosting provider. Non c’è paragone.

Trasferire un sito su Kinsta

Kinsta come molti offre un servizio gratuito di trasferimento dei siti WordPress, e nel suo blog c’è molto materiale sull’argomento, anche in italiano.

Io preferisco gestire queste cose personalmente, per avere il massimo controllo sugli eventuali errori, e grazie alle connessioni SFTP, phpMyAdmin e soprattutto SSH non ho avuto assolutamente problemi, trasferendo due siti da diversi GB in poche decine di minuti.

Confronto tra vecchio hosting e Kinsta

Durante il trasferimento del sito, su kinsta ho disabilitato per precauzione il plugin di cache utilizzato e le varie ottimizzazioni per le prestazioni e la PageSpeed, affinché non creassero problemi alla nuova configurazione.

Ho atteso un paio di giorni, in modo che i DNS e la cache di Kinsta si stabilizzassero, per avere dei riscontri più attendibili.

Sul vecchio sito, ospitato in un hosting Pro di un noto provider italiano dalle prestazioni decorose, erano installato il plugin W3 Total Cache, più Autoptimize e Async JavaScript per gestire al meglio la PageSpeed.

Su Kinsta ho disattivato W3 Total Cache, ed al suo posto ho utilizzato la cache del server, poi ho riattivato gli altri due plugin,

Senza toccare altro, e GT Metrix alla mano, il vecchio sito dava un PageSpeed per il mobile uguale a 65, su Kinsta arrivava a 70.

La differenza maggiore l’ho riscontrata nel caricamento delle pagine, molto più reattive su Kinsta: quando sul vecchio hosting si avvertiva un “buco” iniziale di un paio di secondi, su Kinsta è praticamente istantaneo, e infatti il caricamento della pagina è passato da 6 a poco meno di 4 secondi, sempre secondo GT Metrix.

Trattandosi di un sito aziendale molto pesante, con delle slide particolarmente ricche di immagini a tutto schermo, direi che le promesse di Kinsta sono state mantenute, e dovrebbe esserci margine per ulteriori migliorioramenti.

Kinsta e la sicurezza

C’è una cosa che mi ha favorevolmente colpito riguardo questo aspetto: il 3 settembre Kinsta ha annunciato l’imminente rimozione del supporto di PHP 7.2, dato che sta per diventare “end of life”, e tutti i piani che lo utilizzano saranno passati automaticamente alla versione 7.3.

È un piccolo dettaglio se vogliamo, ma considerando che ci sono hosting che permettono ancora l’utilizzo di PHP 5.x, si tratta di un dettaglio importante.

Quanto costa l’hosting su Kinsta?

Come già anticipato all’inizio, Kinsta non è il più economico dei servizi di hosting, ma questo non vuol dire che il prezzo non valga il servizio.

Si parte da 30 Dollari USD al mese per il piano Starter, per un singolo sito e 25.000 visite mensili, pagando annualmente si risparmiano 2 mesi.

Poi si passa a piani per 2, 5, 10 siti per arrivare fino a 150 siti, a 1.500 Dollari USD al mese, la pagina dei piani Kinsta è ben fornita di dettagli.

Nella stessa pagina ci sono informazioni su possibili extra a pagamento, come lo spazio aggiuntivo,  il Reverse Proxy NGINX e le opzioni aggiuntive riguardanti i backup esterni.

Poi ci sono i costi aggiuntivi per gli eventuali “sforamenti”, come l’eccesso di visite o di CDN, o l’eccesso di spazio disco utilizzato.

Cosa mi è piaciuto di Kinsta

Elencare e valutare tutte le caratteristiche di questo servizio di hosting sarebbe improbabile, mi limiterò alle cose che mi hanno colpito di più, e magari mi posso scordare qualcosa…

Ossessionati dalle prestazioni

L’utilizzo della piattaforma Google Cloud, la scelta di NGINX e MariaDB, la CDN e altri particolari votati alle prestazioni non sembrano solo chiacchiere, la differenza è palpabile.

Strumenti accessibili e intuitivi

Nella dashboard di Kinsta, alla voce Tools, ci sono cose particolarmente utili tra quelle che ti aspetti, come la gestione della cache del server, la protezione delle cartelle con password, la gestione dei certificati SSL e la scelta della versione PHP, ce ne sono alcuni particolarmente utili cone la possibilità di riavviare il PHP ed un utile cerca e sostituisci nel database, molto intuitivo.

Cerca e sostituisci database su Kinsta

Staging per lo sviluppo dei siti

L’ambiente di staging è molto semplice da creare utilizzare, tutte le operazioni sono alla portata anche dei meno esperti.

Gestione dei Reindirizzamenti

Non potendo più utilizzare il file .htaccess per i redirect, nella dashboard di Kinsta è ben evidente la possibilità di gestirli in modo alternativo.
Magari non è veloce, per chi è abituato ad usare .htaccess, ma la gestione è facile ed intuitiva.

Redirect su NGINX - Kinsta

Accesso SSH

Non è uno strumento per tutti, ma per chi lo sa usare un accesso SSH può fare la differenza, per velocizzare le operazioni e fare attività che altrimenti sarebbero complicate se non impossibili.

Supporto rapido e amichevole

In genere poca attesa, gli operatori della chat di supporto sono sempre molto disponibili, e se ti vedono in difficoltà non esitano ad offrirsi di fare al posto tuo le modifiche che non ti stanno riuscendo.

Cosa non mi è piaciuto di Kinsta

Non tutte le ciambelle riescono col buco, ed anche se non ho trovato cose particolarmente gravi da ostacolare il mio lavoro, qualcosina merita di essere menzionata.

Mancanza di un File Manager

Una mancanza che si sente, gli utenti meno esperti e/o abituati ad averne uno a disposizione potrebbero storcere il naso.
È vero che si può accedere con SFTP, ed i più esperti con SSH, ma se devi solo modificare un valore nel file di configurazione di WordPress, o creare un archivio compresso del sito o di una cartella, tornerebbe comodo.

Mancanza delle caselle di posta elettronica

Pur comprendendo la scelta di dedicarsi solo all’hosting, non condivido la drasticità, che potrebbe far scappare qualche interessato al servizio. Magari una soluzione compresa nel prezzo, che non è certo contenuto, poteva essere strutturata facilmente.

Mancanza di restore parziali

I backup vengono mantenuti almeno 14 giorni, è possibile creare dei backup manuali, ma non è possibile fare un restore parziale, solo del database o di specifiche cartelle, ma solo restore completi. Non è grave, intendiamoci, ma in qualche caso su altri hosting questa possibilità mi è tornata molto comoda.
Comoda invece la possibilità di fare il restore del sito nell’ambiente di staging.

Kinsta, in conclusione…

Kinsta non è un hosting economico, ma se vogliamo nemmeno troppo costoso per le caratteristiche offerte, specie se paragonato ad altri hosting di qualità.

Per quello che ho potuto vedere, nei due siti che ho trasferito, le promesse di “ossessione per le prestazioni” sono state mantenute, e questo è sicuramente un punto a favore. Uno dei due siti ha un traffico mediocre e costante, anche se non esagerato, e per quello che ho potuto vedere il servizio non ha mai perso un colpo.

Mi piacerebbe vedere Kinsta in azione con un sito ad alto traffico, magari un e-commerce, spero capiti l’occasione.

L’interfaccia di amministrazione è ben realizzata e molto intuitiva, per quanto la mancanza di un File Manager, seppur non indispensabile, a mio avviso si faccia sentire.

La mancanza di caselle di posta elettronica è un’altra cosa che mi lascia perplesso, non riesco a non pensare a quanti, magari attratti dall’efficienza del servizio di hosting, rinuncino per questo particolare.

La mia prima impressione, valutando pro e contro, e pure il prezzo, è sicuramente positiva.

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Roberto Rota

Roberto Rota

Libero professionista, un "artigiano del web", lavoro nella comunicazione in rete da quando esiste Internet. Mi occupo principalmente di assistenza su WordPress e assistenza e consulenza WooCommerce, seguo la realizzazione di progetti web, in particolare siti di e-commerce, visibilità e comunicazione in rete. Il mio curriculum è su Linkedin, e mi puoi trovare anche su Instagram, FaceBook e Twitter.

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