Facciamoci del male: le scuse per non avere un blog aziendale

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Imparare scrittura blog aziendale

Io sono tra quelli spingono il blog aziendale, prima ancora di altri mezzi più modaioli sul web.

Non esito a definirlo uno degli strumenti più importanti della comunicazione in rete.

Ti dirò di più, secondo me il blog deve essere il centro di gravità della comunicazione aziendale in rete.

Quando un cliente mi chiede cosa può fare, per migliorare la sua presenza in rete, cerco sempre di spiegargli che è proprio dal blog che deve partire.

Qui cominciano le scuse.

Il termine blog deve creare qualche timore, perché come lo si nomina spesso si alzano dei muri.

Qualcuno proprio non riesce ad associare il blog a delle strategie  di comunicazione e di marketing, forse perché associa il blog a troppe scene di note commedie americane degli scorsi decenni.

Il dato di fatto è che, ignorando o sottovalutando il blog aziendale, si perdono piccole e grandi opportunità.

Talvolta c’è questa consapevolezza, ciò nonostante c’è la rinuncia.

Ogni scusa è buona per non avere un blog, specie per le aziende più piccole che ne trarrebbero maggiori vantaggi, e le scuse sono quasi sempre le stesse:

  1. Non ho niente da dire.
  2. Chi vuoi che legga le mie stronzate.
  3. Potrei scrivere solo stronzate.
  4. Non sono uno scrittore.
  5. Non ho tempo.

Ti ci stai rispecchiando?

Per come la vedo io, tutto questo nel 2014 significa miopia e pigrizia, due cose che non è proprio più possibile concedersi.

  1. Tutti hanno qualcosa da dire, e lo sanno bene proprio i piccoli commercianti, gli artigiani ed i professionisti che sono abituati a parlare con la gente ogni giorno, raccontare storie legate al proprio lavoro, che spesso si traduce nel trasmettere ad altri l’amore e la passione che caratterizzano la propria attività.
  2. Le persone interessate ai tuoi prodotti o ai tuoi servizi leggeranno con attenzione quello che hai da dirgli, perché spesso è proprio in base a questo, visto che non conoscono te e la tua attività, che decideranno quanta fiducia apporre alla tua dichiarata professionalità.
    Decideranno la tua reputazione.
  3. Prova a chiederlo ai clienti che incontri ogni giorno se racconti delle stronzate, loro ti ascoltano, no?
  4. Nemmeno io, ma non devo mica scrivere un romanzo. L’importante è scrivere nel modo più corretto e fluido possibile, e questo si impara anche e soprattutto con la pratica.
  5. Se ti mettessi a misurare il tempo che perdi ogni giorno in attività improduttive, potresti rimanerci male. Scopriresti di avere il tempo per tante cose, non solo per il blog.

Vinci la diffidenza per il blog aziendale.

I primi tempi potrebbe essere comodo farsi dare una mano, qualcuno già abituato a scrivere sul web che sappia tradurre sul web i tuoi pensieri e le tue storie, nella forma più adatta.

Non delegare troppo però. Se la tua attività rispecchia la tua personalità, il tuo carattere, è fondamentale che questi siano gli elementi distintivi anche per il blog aziendale.

Si tratta solo di cominciare, poche decine di minuti al giorno, e poi potresti pure prenderci gusto!

Che ne dici, ti è venuta voglia di provarci?

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  1. Facciamoci del male: le scuse per non avere un blog aziendale | studioFonzar's Blog - 7 Nov 2014

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