Indirizzi IP in blacklist, ancor prima di utilizzarli

ATTENZIONE: questo articolo è stato scritto oltre un anno fa, ed i contenuti potrebbero non essere più validi o compatibili. Sei pregato di tenerne conto, e se hai informazioni in merito di segnalarmele, grazie.

ethernetHo imparato una cosa: prima di iniziare la procedura di instasllazione e attivazione di un server mail presso il cliente, sulla sua connettività, devo assolutamente fare una verifica della qualità dell’indirizzo IP da utilizzare.

Non è la prima volta che mi capita, talvolta per la fretta di finire un lavoro, altre perché magari dovevo intervenire a completamento di una installazione già iniziata, ma è veramente fastidioso che un cliente poi ti chiami per dei problemi di recapito della sua posta elettronica, un sacco di mail che gli tornano indietro rifiutate dai server dei destinatari.

Quando poi vai a controllare, e scopri che il problema è nell’IP appena assegnato dal fornitore della connessione, che compare in diverse blacklist antiSPAM (RBL) già da prima della data di assegnazione. Vaglielo a spiegare al cliente…

“Ma come, l’indirizzo IP è nuovo, ce l’hanno appena assegnato con la nuova connettività, lo abbiamo richiesto appositamente per il server…”

È un brutto quarto d’ora, anche perché le soluzioni, come vedremo, non sono certo immediate.

Quindi, d’ora in avanti:

Corollario alla legge del Rota sulla qualità degli indirizzi IP

Prima di installare un server mail su un nuovo indirizzo  IP, si deve assolutamente controllare che l’IP sia “immacolato”, che non sia inserito in nessuna blacklist.

Ma come può essere finito un nuovo IP in una o più blacklist?

Magari il precedente utilizzatore era noto spammer di fama mondiale, oppure semplicemente chi ce l’aveva prima era inconsapevolmente uno spammer per via di qualche malware o spamtool.
Magari non è l’IP in blacklist ma un range di IP, se non addirittura l’intera classe. La disinvoltura e la trascuratezza di certi fornitori di connettività su questo argomento è ai limiti del drammatico, e in questi casi son dolori…

Cosa fare?

  1. Si può tentare la strada della rimozione dalle RBL, brigosa ma fattibile a seconda delle RBL stesse, ci vorrà un po’ di tempo e tanta pazienza. Se si ha fretta di attivare un server efficiente, meglio passare direttamente all’ultimo punto…
  2. Con un po’ di voce grossa da parte del cliente, si può esporre il problema al fornitore della connettività e richiedere un loro intervento per la rimozione dell’IP dalle RBL. Improbabile, ma a volte ha funzionato…
  3. Aumentando le dimensioni della voce con il fornitore di connettività, si può richiedere un nuovo indirizzo IP, specie se quello incriminato è stato appena assegnato.
  4. Con la voce ancora più grossa, si può richiedere un nuovo indirizzo IP di una classe diversa dalla precedente, se per caso non è l’IP in RBL ma un range di IP che lo comprende.
  5. Se i punti 2, 3 e 4 non vengono presi in considerazione, si può suggerire al cliente di cambiare fornitore di connettività.

Se installo ancora un server mail prima di aver verificato la qualità dell’indirizzo IP, vi autorizzo a prendermi a pedate nel c…

Tags: , , ,

Trackbacks/Pingbacks

  1. Un nuovo server mail, primi passi per una buona reputazione | RobRota - 12 Ott 2009

    […] Verifica dell’IP da assegnare al server […]

  2. √ Problemi delle mail in uscita da WordPress e WooCommerce | Roberto Rota - 13 Nov 2013

    […] prima cosa è importante verificare che l’IP utilizzato dal server web non sia incluso in qualche blacklist (o RBL), cosa non così improbabile nel caso di hosting […]

Dubbi o suggerimenti? Lascia un commento!

I love Instagram