Un fantasmino scribacchino. Ed anche un po’ pasticcione e birichino…

Ultima modifica il 20 Novembre 2012

ATTENZIONE: questo articolo è più vecchio di un anno, e potrebbe non essere più attuale, sei pregato di tenerne conto.

Ghost Writer

Da qualche tempo faccio lo scribacchino per terzi, il ghost writer come si usa dire oggi. Non grandi cose, nessuna celebrità, non molto impegnative in termini di quantità se prese distintamente, ma tutte assieme insomma ce n’è da fare.

Un paio di attività artigianali distinte e molto diverse tra loro, in totale un blog, due pagine Facebook e due account Twitter.

Per quanto poco impegnative sulla quantità, bisogna comunque fare un gran lavoro di immedesimazione per ottenere una qualità soddisfacente, ed una certa “credibilità”. Bisogna “entrare nel personaggio”, come si direbbe negli ambienti della recitazione.

Sommati ai miei vari profili (io, Tevac e lo Zio Pino i principali), diventa impegnativo non incasinarsi al momento di postare, e mi è successo almeno un paio di volte. Per fortuna non se ne è accorto nessuno, o nessuno lo ha fatto notare nonostante i lettori siano un numero discreto, altrimenti chissà che mi toccava inventare.

Un effetto collaterale poco piacevole nello scrivere per terzi, poi, è che bruci molte energie mentali in più per lo sforzo di immedesimazione, anche se dopo un po’ viene relativamente automatico, e ti rimangono poche energie per quello che vorresti scrivere per te. E rischi pure di confonderti, alle volte.

Tornando ai miei due fantasmini scribacchini, sono particolarmente affezionato a queste due “entità” che porto avanti, le ho fatte nascere dal nulla, gli ho insegnato a crescere per quel che potevo e fino ad ora sono state belle soddisfazioni.

È arrivato però il momento, almeno per una nell’immediato e un paio di mesi per l’altra, di lasciarle libere camminare con le proprie gambe, e il dubbio nasce spontaneo: riusciranno a mantenere i risultati maturati fin qui, con il mio lavoro? Qualcuno si accorgerà del “cambio gestione”?

Io temo di si, è inevitabile, gli stili di scrittura sono imitabili ma le differenze, anche minime, saltano subito agli occhi, anche banalmente nella costruzione delle frasi, nell’uso della lingua.

Continuerò a spiarli, di nascosto, come si fa con i figli per controllare che non facciano qualche marachella…

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