Il server in casa

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Vale ancora davvero la pena di tenersi servizi web e mail in casa?

Pro

  • Maggior controllo su strutture e servizi (?)

Contro

  • Rischi di isolamento per problemi alla connettività
  • Rischi di isolamento per problemi di alimentazione
  • Rischi di fermo servizi per problemi hardware

E qui mi fermo, le prime tre cose che mi sono venute in mente mi hanno già dato una risposta convincente, almeno per me. Se volete in un secondo momento parliamo anche di costi, altro argomento “sensibile” in questa problematica.

  1. La miglior connettività attivabile in un’azienda , per quanto stabile e performante, non è esente da problematiche, e la gestione di una ridondanza porta aggravi strutturali (leggasi economici) non indifferenti. Sempre che di reale ridondanza, quindi efficiente, si possa parlare.
  2. Se non si hanno più canali di alimentazione, e un gruppo elettrogeno adeguato alla struttura, inutile anche parlarne.
  3. Tutto, e sottolineo tutto, l’hardware è ridondante e correttamente configurato in tal senso? Server probabilmente, router e firewall forse, e gli switch in fibra? E gli apparati di rete della connettività?

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6 Risposte a “Il server in casa”

  1. Pella78 16 Feb 2012 at 18:40 #

    Ciao Rob, non so, mi sembra tutto molto “personale” e da vedere caso per caso… c’è azienda e azienda e provider e provider…. ne so qualcosa qui io come tu sai (stare svariate ore senza posta per problemi al provider….), d’altro canto qui in azienda abbiamo avuto 1 giornata di blackout totale causa guasto immane alla cabina ENEL ( e i gruppi di continuità non fanno miracoli)…. penso che ci voglia un pò di fortuna sia in un caso che nell’altro… ok, va aiutata pure lei e se hai tutto in casa devi avere le spalle coperte (dicasi spenderci tanti euro), però non è detto che quei soldi vadano spesi solo x servizio web/mail… magari c’è pure altro, no?
    Quando ci troviamo ti racconto un pò di news…. 😉

    • robrota 17 Feb 2012 at 02:51 #

      Ciao Pella!
      Chiaro che tutto poi va visto caso per caso, il tuo ad esempio è uno di quelli dove invece potrebbe aver motivo di essere tenersi i servizi in casa, che tanto devi investire comunque in connettività per altri motivi. Però subentra il discorso economico per garantire un minimo di continuità del servizio, oltre la connettività…

      Da te ci sono altre situazioni da guardare…

      Prima ero costretto a fare il bene del cliente ma per forza di cose anche quello dell’ISP, e spesso la scelta era un compromesso per quanto valido, ora non sono più in quella posizione e posso dire quello che voglio… 😉

      rob

  2. robrota 18 Feb 2012 at 00:02 #

    Ironia della sorte, oggi ho avuto un colloquio con un cliente che ha manifestato l’intenzione di portarsi in casa i servizi, chiedendo la mia collaborazione per farlo…

    Tutto e il contrario di tutto…

    rob

  3. Matteo 20 Feb 2012 at 13:42 #

    Per esperienza personale ritengo che la scelta tra “in casa” e “hosting (cloud)” cambi tanto a seconda della realtà e dalla mentalità aziendale.
    Nell’azienda dove lavoro adesso, ad esempio, ho deciso di tenere in casa tutti i server anche se, devo essere sincero, un po’ me ne pento. In questa realtà abbiamo diverse sedi ed il Cloud sarebbe una manna per la semplicità gestionale. Sono però contento di non dipendere da nessuno esterno (salvo per la connettività) e questo mi aiuta anche a contenere un po’ i costi. Inoltre, particolare non trascurabile, i dati non sono ospitati a casa di terzi che, in caso di problemi, mi potrebbe fare storie per renderli.
    Presso altri clienti “piccolini”, invece, ho fatto esattamente il contrario. Grazie alle Googl Apps ed a strumenti come, ad esempio, Dropbox, ho risolto problemi funzionali ed economici con pochi € all’anno lasciando massima flessibilità ed ottimizzando le risorse (http://www.civera.it/2010/09/le-aziende-ed-il-web-20.html).

    • robrota 20 Feb 2012 at 19:11 #

      Ciao Matteo, grazie per il tuo pensiero.

      In effetti a fronte di pro e contro spesso viene tralasciato un fattore molto importante, la mentalità dell’azienda. Ne conosco alcune che non vogliono assolumente che nulla dei loro servizi sia gestito esternamente, a costo di decuplicare le spese di gestione.

      E meno male che è così, almeno il lavoro non manca ai consulenti 😉

      rob

      • Matteo 21 Feb 2012 at 08:10 #

        Secondo me è quasi più facile portare in casa i servizi che non esternalizzarli. Per darli fuori, infatti, devi anche essere in grado di saper dimensionare bene le connessioni, gestire i contratti, districarti tra le mille offerte che ti fanno i fornitori.
        Già solo IBM e Telecom Italia, ad esempio, offrono servizi Cloud per ogni esigenza. Bisogna però saper calcolare bene il punto di pareggio ed il bilanciamento costi/benefici derivante dall’esternalizzazione.

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