And the winner is… Airport!

Apple Airport

Effetti collaterali di un trasloco, ancora in corso, ma soprattutto del fatto che mi sono scordato di dire all’elettricista di portare un cavo ethernet o lo stesso doppino telefonico dalla presa telefonica in ingresso allo studiolo. A muri stuccati e imbiancati è troppo tardi, anche volendo le vecchie  canaline sono troppo strette e piene, e comunque non mi va di far passare un cavo di rete o il doppino telefonico assieme ai cavi elettrici.

Poco male, pensavo, appena mi trasferiscono l’ADSL metto tutto in wireless e non se ne parla più.

ADSL trasferita, un bel router wireless Thompson gentilmente offerto dall’internet provider (che per la cronaca è pure il mio datore di lavoro) e la casa è coperta dal segnale che parte dall’ingresso, ma solo adesso mi ricordo che il Mac Pro non ha la scheda wireless. Attimi di panico…

Mi ricordavo di avere una vecchia chiavetta USB da qualche parte ma non la trovo più, dispersa durante il trasloco. Non la uso da parecchio tempo, probabilmente da Mac OS 9, chissà se avrebbe funzionato con Mac OS X. Salterà fuori prima o poi e lo scoprirò.

Interpello San Google e scopro che di chiavette wireless compatibili ufficialmente con Mac OS X ce n’è praticamente solo un paio, ma se cerchi bene scopri che è il solito giochino di un chipset rimarcato su cui vengono utilizzati i driver open source per Mac del chipset stesso, ribattezzati pure loro.
Una supporta anche l’802.11n, sono tentato di ordinarla ma desisto quando vedo che le spese di spedizione superano spaventosamente il costo della chiavetta.

Urge rimedio. Nel tentativo di farmi venire un’idea frugo negli scatoloni del trasloco e recupero tutte le basi Airport che ho, e penso di usarne una come sostituto della chiavetta wireless.

Potrebbe funzionare…

Leggo  tra le caratteristiche del router Thompson che supporta il WDS, ossia la possibilità di creare un unico network wireless distribuito con più apparecchi, ma come temevo il WDS di Airport e quello di Thompson non ne vogliono sapere di collaborare.

È la solita storia: il protocollo è uno standard, ma ogni produttore lo “standardizza” ulteriormente a suo uso e consumo, e alla fine per creare una rete WDS devi usare access point dello stesso produttore, altrimenti ciccia.

A questo punto dico all’Airport di attaccarsi al segnale wireless del Thompson e apparentemente funziona, mi ritrovo con due accessi wireless nemmeno avessi una piazza d’armi al posto di un appartamento, ma alla lunga troppo spesso la spia dell’airport diventa arancione e i problemi di NAT e routing sono parecchi, anche provando ad usare il DHCP di un device o dell’altro non si risolve nulla.

Ritorno a frugare negli scatoloni, in qualche modo devo risolvere….

Mi capita un bel modem ethernet della Hamlet, in tutto il suo splendore del suo colorino lilla, potrebbe fare al caso mio.

Nell’ingresso, vicino alla presa ADSL, attacco l’Hamlet e l’Airport Express. Questa la configuro per PPPOE, l’ADSL aggancia il segnale. Siamo a cavallo!

Nello studiolo attacco l’Airport Extreme al Mac Pro, via Ethernet. Mi rimangono 3 porte Ethernet per qualsiasi evenienza.

A questo punto setto il wireless dell’Airport Express per il WDS e lo configuro come WDS principale, idem sull’Airport Extreme ma questa diventa il WDS remoto. Riavvio le basi ed ho un’unica rete wireless domestica, ben distribuita, ed il Mac Pro si collega in rete senza problemi grazie all’Ethernet della base Extreme.

Dopo 3 settimane, finalmente, torno on line anche tra le mura domestiche…. 🙂

PS: la fotografia trovata su Internet è di una vecchia AirPort Extreme Base Station, molto più “stilosa” e fotogenica dei modelli nuovi.

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Roberto Rota

Roberto Rota

Libero professionista, un "artigiano del web", lavoro nella comunicazione in rete da quando esiste Internet. Mi occupo principalmente di assistenza su WordPress e assistenza e consulenza WooCommerce, seguo la realizzazione di progetti web, in particolare siti di e-commerce, visibilità e comunicazione in rete. Il mio curriculum è su Linkedin, e mi puoi trovare anche su Instagram, FaceBook e Twitter.

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