Non volevo fare il social media manager (e probabilmente non lo feci)

Creare un blog aziendale solido ed efficace

Nodi che vengono al pettine.

La settimana scorsa, mio malgrado, sono stato incastrato in un incontro con dei personaggi davvero caratteristici, praticamente dei fanatici dell’uso dei social network. Della serie “Il blog è morto, il web è inutile, tanto si fa tutto con Facebook”.

Si lamentavano di Facebook e di come ora, se non paghi, non hai più la visibilità di prima.

Io non ho nulla contro i social network, e con Facebook in particolare, anzi.

Sono strumenti di lavoro importanti e, per certi versi, sono pure divertenti, ma se fossi un imprenditore di sicuro non li adopererei in modo esclusivo per dare visibilità in rete alla mia attività.

Mettiamola così: per come la vedo io, blog e siti web saranno utilizzati ed apprezzati ancora per parecchio tempo.

Potranno evolvere, trasformarsi, giocare con forme e colori, ma rimarranno fondamentalmente dei siti web, con solide basi di contenuti. A meno che non crolli la rete, per qualche disastro apocalittico (o politico), rimarranno in piedi ed i loro contenuti sotto il nostro controllo, bene o male.

Facebook e soci, invece, impongono i loro algoritmi, e possono cambiare le carte in tavola in ogni momento. Così, perché gli gira, e nella peggiore delle ipotesi potrebbero anche schiattare.

Fondamentalmente perché stiamo parlando di aziende, anzi colossi del business, che come primo obiettivo devono far quadrare il bilancio.

Finché siamo indipendenti da questi meccanismi, possiamo scegliere, possiamo utilizzare questi strumenti in base alle nostre necessità. Possiamo cercare di sfruttarli gratuitamente, finché ce lo consentono, o decidere di pagare i loro servizi, se ci portano dei vantaggi evidenti.

Volendo possiamo anche decidere di non utilizzarli, no?

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Roberto Rota

Roberto Rota

Libero professionista, un "artigiano del web", lavoro nella comunicazione in rete da quando esiste Internet. Mi occupo principalmente di assistenza su WordPress e assistenza e consulenza WooCommerce, seguo la realizzazione di progetti web, in particolare siti di e-commerce, visibilità e comunicazione in rete. Il mio curriculum è su Linkedin, e mi puoi trovare anche su Instagram, FaceBook e Twitter.

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6 commenti su “Non volevo fare il social media manager (e probabilmente non lo feci)”

  1. Facebook, come tutti i social network di qualsiasi tipo….E’ uno strumento, nulla di più.
    Se non c’è qualcosa da presentare, nulla presenta.

    Quei tuoi intelocutori, Rob, nella migliore delle ipotesi, se lo sono dimenticati; nella peggiore, sono in malafede.

    Scandalizzasi perchè bisogna pagare per ottenere la visibilità? Perchè? Penoso….

    Costoro dei curiosi personaggi che quando recitano la parte di clienti non vorrebbero sborsare un centesimo e quando sono fornitori vorrebbero essere strapagati.

    Perchè mai i loro clienti dovrebbero farlo?

  2. Ciao Rob,
    hai scritto:
    “Io non ho nulla contro i social network, e con Facebook in particolare, anzi. Sono strumenti di lavoro importanti”

    Considerare Facebook uno strumento di lavoro mi sembra piuttosto azzardato.
    Facebook è a tutti gli effetti un “gioco” per ragazzi, anche se l’idea originale era ben diversa.
    Semmai sono gli adulti che tentano di sfruttare la piattaforma per tentare di racimolare un po’ di soldi. Ma, tranne alcuni, si tratta di situazioni dal grottesco all’imbarazzante.

    Penso che noi adulti dovremmo cominiciare a smetterla di tentare di emulare i propri figli e provare a occuparci di “giochi” un po’ più alla nostra portata. Altrimenti facciamo solo danni, disturbiamo e invadiamo gli spazi che i ragazzi usano per socializzare e divertirsi.

    1. Ciao Marco, nell’ottica di promuovere servizi e/o attività sul web, che bene o male è un lavoro pure questo, i social network possono diventare strumenti utili, annoverabili bene o male nei “ferri del mestiere”.

      E comunque io credo che Facebook sia uno “spazio per socializzare” solo sulle intenzioni, a Mark Zuckemberg e soci interessa solo fare business.

      rob

      1. Io lo considero un po’ come entrare in una scuola elementare e sfruttare la presenza di bambini e genitori per vendere dei prodotti a questi ultimi. Certo alla scuola fa molto comodo perché di fatto è l’unica che ci guadagna davvero con tutto il via vai. Chi ci rimette sono gli studenti della scuola che vengono sfruttati per ingenuità e buona fede e i loro spazi e le loro preferenze vengono sfruttati per dare una falsa credibilità a siti web.
        Seguimi su Facebook, ok, se sei una rockastar, un attore, qualcuno del mondo dello spettacolo. Ma un sito che vende le tapparelle che subdolamente ha carpito migliaia di “Mi piace”? E che paradossalmente ha più consensi e popolarità degli U2! Dai…
        E non ditemi che non è così dai… 😀

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