Bannato o penalizzato da Google?

GognaGoogle non  perdona i furbetti del quartierino e i maldestri di ogni dove, e così capita che il sito o il blog che tanto abbiamo faticato per cercare di mettere ai primi posti nei motori di ricerca sparisce senza pietà dopo decine di pagine di risultati.

Così capita che un conoscente, quello che “a me esperti di SEO mi fanno un baffo”, mi chiama disperato perché il suo bel blog, dopo diversi mesi di posizioni onorevoli seppur non esaltanti, di punto in bianco finisce per trovarsi negli inferi del posizionamento.

Giusto per vedere se avevo buoni motivi per sfotterlo, provo a fare qualche ricerchina su Google.
Cercando solo il nome del dominio (con e senza il classico www), nella prima pagina dei risultati manco l’ombra, si parte dalla tredicesima posizione almeno.
Una bella penalizzazione direi, non essere nemmeno tra i primi 5 con il nome del proprio dominio è davvero pesante, visto che dicono che le penalizzazioni partono dalla quinta posizone in questo caso.
Il sito almeno è solo penalizzato e non bannato.
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Verificare un server SMTP Open Relay

SpammerUna delle cose peggiori che può capitare dopo aver installato un server mail, a parte ovviamente il fatto che non funzioni, è che questo sia o diventi un relay aperto, un sistema aperto utilizzabile dagli spammer per le loro odiose attività.
Dopo aver configurato tutto per benino, è sempre meglio fare qualche test.

Si tratta di test che vale la pena di effettuare comunque, di tanto in tanto, anche nei server in produzione considerati “sicuri”, perché se un sistema viene bucato per fare da relay aperto per lo SPAM, di sicuro l’untore cerca di fare meno rumore possibile, considerando che per ogni ora di attività prima di essere scoperto possono uscire un numero spropositato di mail indesiderate.

C’è da dire che la rete pullula di amministratori di sistema “distratti”, o troppo sicuri delle proprie capacità, e pullula pure di computer non protetti su IP pubblici, dinamici o statici importa poco, una vera manna a disposizione di chi ha fatto della posta indesiderata un business milionario.

Le conseguenze per un ISP o per un server aziendale sono disastrose…
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Verificare la reputazione di un dominio con Gmail

Dopo aver parlato di DomainKeys e di SPF tra i tanti strumenti a disposizione per qualificare la reputazione di un dominio, e di conseguenza dei messaggi di posta elettronica dello stesso, magari ci viene la voglia di verificare se le mail che spediamo godono davvero di buona salute.

Un buon sistema per verificare se abbiamo configurato tutto per bene sul nostro server mail e sui DNS, è mandare una mail ad un qualsiasi account di Gmail e controllare le intestazioni della mail ricevuta.

Chi è che non dispone di un account Gmail, oggi come oggi?
Se qualcuno dovesse rispondere “io”, l’unico consiglio che gli si può dare è quello di crearsene uno, gli tornerà molto utile per tante cose, non solo per quella che andiamo a vedere oggi e nemmeno per il fato di avere un ulteriore, e pure ottimo, account di posta elettronica.

Dopo esserci mandati una mail sul nostro bell’account Gmail dal dominio che vogliamo verificare, andiamo a dare un’occhiata al suo codice sorgente, o alle sue intestazioni che è lo stesso.
A seconda del client di posta elettronica utilizzato c’è sempre una voce che porta al codice sorgente del messaggio, o alle sue intestazioni nascoste, intestazioni complete o come vorrà chiamarle.
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DomainKeys, posta elettronica firmata

mail-sentDomainKeys Identified Mail (spesso chiamato solo DomainKeys o DKIM) è uno strumento tra i tanti utilizzato nell’incessante lotta contro lo SPAM. Si tratta di un protocollo ideato da Yahoo! e che è risultato fin da subito molto interessante, tanto che è stato adottato anche da parte di Gmail, che molto probabilmente dispone del miglior sistema antiSPAM del momento.

È interessante notare come, alla base delle più recenti strategie antiSPAM, sia fondamentale non tanto (solo) il riconoscimento dello SPAM in entrata, quanto la qualificazione delle mail inviate, al fine di escluderle da fastidiosi setacci fatti da algoritmi che possono anche sbagliare.
Più server mail utilizzano sistemi di qualificazione, come DomainKeys e SPF, minore sarà la possibilità che vengano scambiati per falsi positivi, e maggiore sarà la possibilità per i server mail di individuare il vero SPAM.

Tramite DomainKeys è possibile verificare la provenienza di un messaggio mail, ossia se il mittente è stato contraffatto, e l’integrità del contenuto del messaggio. Alla fine la reputazione di un dominio e dele sue mail sono alla base di tutto.
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Assistenza Macintosh, un autolink apparentemente riuscito

Assistenza Macintosh

Tempo addietro avevo letto, purtroppo non ricordo dove, di alcune prove riguardanti le possibilità di utilizzare degli autolink per promuovere delle keyword, e di come molto probabilmente i motori di ricerca ne tenessero conto. La cosa mi aveva incuriosito ed ho voluto fare anche io un piccolo esperimento, per quello che può valere.
Per prima cosa si trattava di trovare il sito dove provare le giuste Keyword. Per il sito la scelta è caduta istintivamente su Tevac, e come keyword ho pensato ad “Assistenza Macintosh”, un keyword per la quale Tevac era alla 74ma posizione su Google.

Il 21 maggio 2009 ho inserito un link in fondo alla home di Tevac, e solo sulla home, un link semplice, nessun attributo se non il grassetto, e dopo averlo inserito me ne sono bellamente dimenticato. Per fortuna avevo segnato la data in un post-it…

Dopo poco più di un mese, attorno ai primi di luglio, faccio caso alla presenza del link e mi torna in mente tutta la storia, ed allora vado a controllare in che posizone si trova e scopro, con particolare stupore, che si piazza ben al sesto posto. Mica male…
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