Ritorno alla moka…

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Il piacere del caffè con la moka

Ennesima esperienza fallimentare con macchia per il caffè espresso da casa, l’ultima della serie è quella tanto reclamizzata pure dalla mitica Julia Roberts, con due esemplari che a distanza di pochi mesi presentano lo stesso problema.

Sabato scorso ho deciso di ritornare alle origini. Non proprio al chicco da macinare, ma poco ci manca.

In passato avevo qualche macchinettà del caffè, ma temo di avere tutte “archiviate” con il passaggio alle macchinette espresso, peccato perché alcune erano quasi dei ricordi di famiglia, da tanto che lavoravano, e avevo parecchie misure diverse, dalla tazza singola alla versione condominiale.

Ho comprato una bella moka da tre tazze, quella originale dell’omino coi baffi che tanto mi ha divertito da bambino nei caroselli serali. Unico vezzo, la laccatura arancione al posto del color alluminio. A seguire un bel pacchetto di caffè di buona marca, e me ne sono tornato a casa contento come un bimbo con il giocattolo nuovo.

I primi due caffè li ho buttati per preparare la moka, mia nonna faceva così, il terzo l’ho assaggiato. Pure discreto…

Che non usavo la moka a casa mia credo erano almeno 10 anni.

Non impazzisco per il caffè della moka, ma è uno di quei sapori/aromi che hanno accompagnato molti di noi fin dall’infanzia, il cucinino di  mia nonna ne era intriso, e quando la moka ha cominciato a borbottare la cucina si è riempita di quell’aroma inconfondibile, devo ammetterlo che è stato un inaspettato piacere accompagnato da una valanga di ricordi assopiti da tempo. La vecchiaia comincia a fare brutti scherzi…

Anche il gusto poi lo sottovalutavo. Continua a piacermi enormemente di più il caffè del bar, quando è buono perché pure al bar a volte si bevono delle schifezze inenarrabili, ma quasi quasi è meglio di quel finto caffè espresso prodotto da quelle macchinette le cui cialde non sai mai cosa contengano, per farle assomigliare a del caffè vero.

Preparare la moka e attenderne il caratteristico borbottio poi assomiglia ad un piccolo rito, come prepararsi le sigarette a mano, ci vuole esperienza, tecnica e passione. La mattina quando si ha sonno magari può assomigliare a qualcosa di diverso, ma non ci si mette di più che ad aspettare che la macchina espresso sia abbastanza calda a produrre un caffè decente, ed il primo non lo è mai.

Credo che per un bel po’ continuerò a godere della compagnia dell’ominio coi baffi, il piacere piacere del caffè fatto con la cara vecchia moka.

PS: ho qualche pacchetto di quelle famose cialde che mi avanzano, da regalare…

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