Ikea, again…

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parco divertimenti

Metti lo straniero di un paese povero che ti viene a trovare, e da lui non c’è l’Ikea.

Anzi no, c’è ma è talmente distante che ne ha solo sentito parlare, nella capitale, arrivarci è praticamente impossibile per gli abitanti della provincia più lontana. Ma anche per quelli della provincia più vicina, non se lo possono permettere.

Ikea una cosa da ricchi, difficile immaginarlo.

Metti che lo straniero ti capita proprio nel bel mezzo del trasloco, e che tu hai bisogno di andare almeno 3 o 4 volte all’Ikea e te lo porti dietro, che solo a nominarla gli vengono i lucciconi agli occhi.

Come portare un bimbo in un parco di divertimenti.

Dopo un po’ gli chiedi se ci tornerebbe volentieri all’Ikea, e lo straniero ti risponde “sì, ma senza donne, con loro l’Ikea diventa un incubo”

Lo straniero impara in fretta…

Come dargli torto?

Ore e ore passate rubate alla vita in improbabili scelte nel reparto cuscini-tende-tappeti, e ti guardano pure male quando decidi di fare una pausa nell’area fumatori del bar interno, o quando, verso l’uscita, cerchi di raggiungere il tuo ampiamente meritato hot dog.

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