Dalla bionda alla bustina

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Tabacco in bustina anche dai produttori più famosi di bionde, le sigarette classiche

Da qualche anno si sono moltiplicati gli estimatori della sigaretta fai-da-te, la sigaretta rollata a mano. Complice soprattutto l’eccessivo costo delle tradizionali “bionde” in pacchetto, ma anche, come nel mio caso, il piacere di fumare una sigaretta davvero buona.

Da quando mi faccio le sigarette da solo, quelle tradizionali mi piacciono davvero poco. Ne tengo sempre un pacchetto in macchina che non si sa mai, ma quando mi capita di fumarne una mi piglia davvero male.

È sempre meno raro vedere anche delle appartenenti del gentil sesso tirar fuori dalla borsa tabacco, filtrini e cartine e rollarsi una sigaretta. Anche questo dovrebbe dirla lunga.

Non ti scambiano nemmeno più per un tossico… 

I grandi produttori di sigarette non hanno gradito questo fenomeno, anzi hanno cercato di contrastarlo in tutti i modi, soprattutto mettendo in giro informazioni discutibili sulla qualità del fumare sigarette rollate, cercando di contrastare cioè tutti le motivazioni più forti di chi preferisce questa alternativa, e cioè che non è vero che il tabacco in busta, cartine e filtri siano migliori, qualitativamente parlando, della versione in pacchetto.

Non ha funzionato, anche perché la differenza di prezzo del vizio, nonostante i recenti aumenti del tabacco in busta, è ancora sensibile per le tasche dei fumatori. E questo è un argomento decisamente forte…

Se non puoi sconfiggerli con i modi più subdoli, allora tocca che ti confronti con le stesse armi, per cercare di recuperare un pò di terreno perduto, ed ecco apparire tabacco in busta anche dei marchi più blasonati, quelli che solitamente distinguevano le bionde tradizionali.

Fumo di marketing, anche qui c’è da imparare, no?

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7 Risposte a “Dalla bionda alla bustina”

  1. puce72 22 Mar 2013 at 18:41 #

    L’unica cosa da imparare è che sarebbe meglio smettere del tutto… ne guadagni in mente, tasche, salute… e ne guadagna anche Riccardino

    • Roberto Rota 23 Mar 2013 at 00:13 #

      voi non fumatori non potete capire.. 😉

      • Puce72 23 Mar 2013 at 07:57 #

        Sbagli: capisco benissimo in quanto ex-fumatore e forse, proprio per questo, più “rompiballe” 🙂

        Ho smesso quando ho realizzato che non volevo più essere schiavo un’abitudine… perché, autoconvincimenti a parte, non è un piacere ma solo una cattiva abitudine che porta ad una dipendenza dannosa, dannosa per se e per chi ci sta intorno. Il “pacchetto in macchina perché non si sa mai” è indice del “terrore” di poter restare senza sigaretta: una schiavitù indotta.

        Finché uno non ammette questa cosa, difficilmente riesce a fare il primo passo verso lo “smettere di fumare”, e cerca scusanti verso se stesso tipo “tanto fumo poco”, “tanto fumo light”, “respiriamo già tante cose cattive”, “tanto dovrò pur morire di qualcosa”, ecc… ecc…

        Non voglio farti la morale, ma pensaci… non sei tu che decidi di fumare per piacere, è la sigaretta che ti ha reso suo schiavo: non dare il cattivo esempio a chi ti vuole bene.

        • Roberto Rota 23 Mar 2013 at 11:06 #

          Caro Domenico, la tua analisi da “ex” non fa una piega 😉

          Sicuramente schiavitù, ma per smettere di fumare occorre prima di tutto volerlo, e per ora è questo che mi manca.

          rob

  2. baal 1 Apr 2013 at 12:16 #

    Sottoscrivo.
    La mattina arriva prima il caffè o la sigaretta?

    • Roberto Rota 1 Apr 2013 at 12:26 #

      Ahhh dipende, se il caffè è già pronto ha la precedenza, se invece devo aspettare che si scaldi la macchinetta spesso ci scappa una sigaretta 😉

      rob

  3. Glamis 5 Apr 2013 at 17:04 #

    Molto interessante, non sapevo che grossi brand come Marlboro fossero sbarcati sul tabacco sciolto!

    L’ho ripreso sulla mia pagina Facebook di Marketing Consumer
    https://www.facebook.com/MarketingConsumer

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