Archivio | Vita Digitale

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Volenti o meno, le nostre abitudini e i nostri pensieri si stanno adeguando a quella cosa chiamata “rivoluzione digitale”. Pensare in analogico è diventato un lusso che non ci possiamo più permettere, neanche nei momenti di relax.

In coda per l’iPhone? No grazie…

Grande Fratello

Confesso, pure io sono stato una volta in coda per qualcosa di Apple.
Settembre 2000 se la memoria non mi tradisce, e l’oggetto del desiderio era la prima Public Beta di Mac Os X.

Ne vado fiero, perché considero ancora Mac Os X come il miglior sistema operativo in commercio.

Di sicuro non mi metterei mai in coda per uno smartphone.

In compenso leggo di chi in coda ci si è messo, e nonostante l’ottimo piazzamento e nonostante la precisina Svizzera ne è uscito con il becco asciutto, e pure un po’ incazzato.
Ma anche questa non è una novità, succede ogni volta, specie nelle provincie più remote dell’impero di Cupertino.
Confesso che un leggero ghigno mi è scappato, non me ne voglia…

L’amico Stefano invece c’è riuscito, ma non ne dubitavo… 😉

Resisto ancora, ma è sempre più dura…

Apple iPad, la tentazione aumenta

Confesso, sto barcollando davanti a iPad.

All’inizio lo ritenevo un gadget, bello e ma inutile per le mie esigenze. Poi sono passato da “inutile” a “superfluo”, lo so che la differenza è minima ma per quanto riguarda la mia forza di volontà è un abisso.

Disgraziatamente oggi c’ho messo le dita sopra, in un centro commerciale, ed ho simulato la scrittura di un testo sulla tastiera virtuale, praticamente una roccaforte nelle mie motivazioni contrarie.

Meglio che mi metto il cuore in pace, e soprattutto che allontano la carta di credito, finché ci riesco.

Barcollo ma non mollo, barcollo tanto però…

Facebook, delitto e castigo in salsa Social Network

Ultime novità su Facebook

Paul Ceglia (il grafico) rivendica per via giudiziaria a Mark Zuckerberg (il boss di Faceboss) oltre l’80% delle azioni del popolare Social Network.
Non entro nel merito perché non conosco assolutamente i particolari della storia, ma fosse vero quello che scrivono, e se soprattutto riuscisse a beccarsene anche solo la metà, per il grafico sarebbe un terno secco da leccarsi i baffi e non solo quelli….

Facebook nel frattempo raggiunge i 500 milioni di utenti. Cinquecento milioni!
Quasi il doppio della popolazione degli USA (fonte wikipedia)…

Nel frattempo, per quanto poco valga la mia esperienza su e attorno ai Social Network, sono sempre di più le richieste che mi fanno di impedire l’accesso a Facebook dalle reti aziendali, dato che a quanto pare che questi bricconcelli dei dipendenti abbiano il pessimo vizio di passar più tempo su Facebook che sui gestionali dell’azienda.

Forse allora è vero quel che si dice in giro, che i Social Network sono dannosi per la produttività…

Una guerra senza esclusione di colpi…

Da quando Steve Jobs ha dichiarato guerra alla tecnologia Flash, non c’è giorno che non mi si presenti questa schermata navigando per il mondo, anche su Mac differenti. Ovviamente con browser diversi da Safari non ho ricordi mi sia mai successo.

Una strana coincidenza…

Naturalmente Mac OS X, Safari, Flash Player e gli altri browser che utilizzo sono aggiornati all’ultima versione disponibile.

Evoluzione della rete…

Ricordavo con un amico i bei tempi degli albori del web, quando lo si scriveva a mano con pochi tag imparati dal codice delle pagine dei siti americani. Non c’erano siti dinamici, tanto meno i motori di ricerca, l’ipertesto era il (grande) concetto che muoveva tutto.

Era il momento di sognare.

Pensavamo ai grandi vantaggi informativi e comunicativi che chiunque avrebbe potuto trarre da questa grande  grande frontiera, ancora tutta da esplorare. Eravamo semplici, e pensavamo alle cose più semplici, come gli orari degli autobus, ma sognavamo anche più in grande. Finché il business non ha scoperto il web.

Inevitabile.

Invece che limitarsi a utilizzare la rete per fare e alimentare business, ne ha stravolto i meccanismi, ed ecco che le potenzialità comunicative sono passate dall’informazione al guadagno. L’informazione ne ha fatto le spese.
Ci siamo cascati tutti, bene o male, chi tanto chi poco, come davanti ad un miraggio.

Ora i campioni dell’informazione in rete si chiamano Facebook e Twitter, ma che informazione è? Per carità, mettono in comunicazione tantissime persone, molte di più di qualsiasi altro mezzo di comunicazione, ma può davvero definirsi comunicazione quando per lo più si tratta di citazioni ridondanti?

Ma tornando alla rete, i servizi a livello del cittadino sono pressoché inesistenti. Basta guardare la maggior parte dei siti dei comuni italiani, o gli inutili pseudo-portali battezzati a suon di milioni dai vari ministeri. Tutta fuffa, troppo spesso pensata e realizzata da chi non ha alcun interesse ai servizi per l’utente, ma al budget stanziato.

Web 2.0 e successivi sono parole con cui troppi “esperti della comunicazione in rete” si riempiono la bocca troppo spesso. Succedeva con la cosiddetta “new economy”, la storia si ripete ed i personaggi si somigliano molto.

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