Piccolo disguido in terra straniera, tra qualche ora tocca finire sotto i ferri per un piccolo intervento ambulatoriale, solo che qui gli ambulatori mettono a disagio se non ci sei abituato.
Stasera qualche bicchierino di vodka in più, giusto per non pensarci troppo.
Bizzarro come funziona qui.
Vai dallo specialista del caso, che decide se intervenire o meno, poi ti fornisce un elenco dei famaci, anestesia compresa se serve, che devi andarti a comprare per conto tuo in farmacia, e che porterai con te il giorno dell’intervento, o del ricovero, a seconda.
Una visita specialistica costa dai 7 ai 15 Euri.
Una TAC alla testa costa 8,50 Euro e te la sbrighi in un’ora, dalla prenotazione alla consegna degli esiti, giusto il tempo di bersi una birra.
Poi c’è il problema della lingua, e voglio proprio vedere come faranno a dirmi fai questo e quello. Inglese non lo parla quasi nessuno, italiano meno che meno, a parte quei rari che sono venuti a lavorare da noi e poi per qualche motivo sono tornati indietro.
Lo specialista nel mio caso ha l’aria di quel bravo dottore di campagna, un bel paio di baffoni grigi, alla “Peppone e Don Camillo”. Più Peppone che Don Camillo. Non mi avrebbe stupito vedere nel suo studio i ritratti dei vari Lenin, Stalin e compagnia bella.
L’intervento in se non mi preoccupa più di tanto, la struttura in cui me lo faranno un pochetto di più. All’esterno sembra un grigio palazzone stile KGB, e all’interno idem.
Solo la parte degli ambulatori è un pochino meno grigia, ma non per questo più rassicurante. Ecco un particolare.

Dovrei esser di nuovo a casa per sera.
Se non ci si rilegge tra un paio di giorni, non dico che dovete cominciare a preoccuparvi, magari cominciate a considerarmi come uno dei tanti “dispersi all’est”. Non vi mettete a litigare per i miei beni, che tanto non ne ho…