Il buon senso è possibile, anche in rete.

[OT] Il titolo è fuorviante, ma non mi è venuto niente di meglio. In rete, nel senso di community, purtroppo il buon senso il più delle volte latita. In compenso viene messa a dura prova la pazienza ed il savoir faire degli amministratori. [/OT]

Manuale di buonsenso in rete - Alessandra FarabegoliIn questi ultimi giorni mi ha incuriosito il rimpallo di segnalazioni per un ebook dal titolo intrigante, Manuale del buon senso in rete, di Alessandra Farabegoli.

Gratuito, scaricato, letto. (Nota: da rileggere con più calma…)

Ho sempre sostenuto che, nell’affermare la propria presenza in rete, tecniche e marketing valgono poco se non sono affiancati da una buona dose di esperienza e buon senso, e questa lettura me ne ha dato la riprova, casomai ne avessi avuto bisogno.

L’utile ed il dilettevole. Oltre ad una buona lettura, ho un link di qualità in più da seguire.

Joomla e l’ottimizzazione per i motori di ricerca

Joomla CMS alternativo molto interessante

Di recente mi sono occupato di sistemare un’installazione Joomla, anche per quel che riguarda la parte motori di ricerca, almeno in linea di massima.

Non conoscendo in modo approfondito il CMS in questione, che a quanto letto è comunque molto apprezzato in rete, ho fatto un po’ di giretti sul web alla ricerca di informazioni e mi sono imbattuto in un PDF, opera di un blogger che risponde al nome di Davide Rigon, una guida in italiano che mi ha dato dei buoni (almeno penso) suggerimenti. Doverosa la segnalazione…

Qui la pagina dove scaricare il PDF: Guida Joomla SEO di Davide Rigon

La SEO può ammazzare i contenuti?

Qualità dei contenuti

Talvolta si, io credo.

È da un po’ che ci penso, ma da quando mi interesso di ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca sto notando come, specie tra i blogger, vi sia una specie di gara un corso, una caccia alle keywords migliori, con tanto di rimpallo tra pagine, visibilmente cercato (ad arte, aggiungerei in molti casi).
Nel corso dei mesi questa gara, che è andata via via sempre più intensificata ed  è al contempo diventata molto più sofisticata,  in molti blog ha prodotto un effetto negativo, ovvero il risultato in termini di posizionamento prende il sopravvento sul contenuto, lo stesso per cui si vuole lavorare di ottimizzazione.

Per carità, è giusto e sacrosanto desiderare il piazzamento migliore per i propri articoli, specie se questo si traduce in maggior visibilità e possibilità di confronto o di discussione, ma il troppo storpia, e soprattutto fa perdere di vista il motivo per cui si scrive, è spiacevole vedere il progressivo decadimento produttivo di certi autori.

C’erano blogger che ho imparato ad apprezzare per la loro “penna istintiva”, per la spontaneità intellettuale che trasudava dai loro articoli, che si sono via via persi per strada quando hanno scoperto il vortice della gara al posizionamento, da quando gli strumenti, social network in testa, per molti sono diventati in un certo senso il fine, o parte del fine, e non il mezzo.

Per non fare il disfattista a tutti i costi,  ma soprattutto per amor di cronaca, devo aggiungere che taluni si sono resi conto da soli di quello che stava succedendo, ed hanno imparato per lo meno a gestire il tempo, quello da dedicare alla SEO, e quello più importante da lasciare libero alla produttività, ai contenuti, o meglio ancora alla voglia di comunicare.
Questi blogger  si sono ritirati dalla gara, e sono tornati ad essere piacevoli da leggere, e soprattutto interessanti.

Probabilmente ci hanno pure guadagnato, in termini di visitatori e commenti.

Prestazioni, visitatori e posizionamento sui motori

Si fa un gran parlare in rete del fatto che Google ora valuti, tra i suoi parametri per calcolare il posizionamento di una pagina, le prestazioni riguardanti il caricamento della stessa, e via tutti a dar consigli su come velocizzare al massimo pagine web, CMS, blog e compagnia bella.

A parte che cercare di velocizzare le proprie pagine, per quanto possibile, è cosa buona e giusta soprattutto nei confronti del visitatore, che non dovrebbe subire pesanti attese magari solo per il gusto di avere qualche gadget di tendenza, ma per quello che riguarda il posizionamento va detto che è vero che le prestazioni stanno diventando importanti, ma non più di tanti altri fattori già noti, primi fra tutti la qualità e la pertinenza dei contenuti. Non val la pena di perder di vista questi fattori per concentrarsi unicamente sulle prestazioni velocistiche delle pagine, non si sta facendo un gran premio.

Se ci si concentra sul dialogo verso i visitatori, e sulla qualità di questo, viene naturale anche migliorare le prestazioni quel tanto che basta per non essere penalizzati, e la qualità dei contenuti premia di gran lunga di più dell’aumento di prestazioni.
Se si mette il lettore al primo posto, e non il motore di ricerca,  viene naturale anche evitargli inutili attese, e probabilmente questo tornerà, magari sarà più invogliato a lasciare un commento o una segnalazione.

Insomma va bene preoccuparsi del posizionamento sui motori, ma pensare prima ai lettori premia anche su questo fronte.

La SEO secondo Davide Vasta

Sfogliando il catalogo di Apogeo un titolo che non poteva passare inosservato alla mia curiosità, “S.E.O. – Ottimizzazione web per i motori di ricerca“, autore Davide Vasta e stampato ad inizio 2009, e l’ho comprato.

Sono 288 pagine che si leggono bene, piacevolmente, e possono essere molto utili a chi inizia ad occuparsi di SEO ma anche a chi di SEO crede già di saperne, perché l’argomento ottimizzazione sui motori di ricerca è uno di quelli che non finisce mai di sorprendere, e ritenere di essere “imparati” è uno dei grandi errori da evitare.

Certo non basta la lettura di un libro per essere dei SEO, ma dalla lettura di un testo come questo di sicuro si possono apprenderne le basi, quei meccanismi che se messi in pratica possono portare un blog o un sito in una buona posizione nei motori di ricerca.
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