Joomla e l’ottimizzazione per i motori di ricerca

Joomla CMS alternativo molto interessante

Di recente mi sono occupato di sistemare un’installazione Joomla, anche per quel che riguarda la parte motori di ricerca, almeno in linea di massima.

Non conoscendo in modo approfondito il CMS in questione, che a quanto letto è comunque molto apprezzato in rete, ho fatto un po’ di giretti sul web alla ricerca di informazioni e mi sono imbattuto in un PDF, opera di un blogger che risponde al nome di Davide Rigon, una guida in italiano che mi ha dato dei buoni (almeno penso) suggerimenti. Doverosa la segnalazione…

Qui la pagina dove scaricare il PDF: Guida Joomla SEO di Davide Rigon

La SEO può ammazzare i contenuti?

Qualità dei contenuti

Talvolta si, io credo.

È da un po’ che ci penso, ma da quando mi interesso di ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca sto notando come, specie tra i blogger, vi sia una specie di gara un corso, una caccia alle keywords migliori, con tanto di rimpallo tra pagine, visibilmente cercato (ad arte, aggiungerei in molti casi).
Nel corso dei mesi questa gara, che è andata via via sempre più intensificata ed  è al contempo diventata molto più sofisticata,  in molti blog ha prodotto un effetto negativo, ovvero il risultato in termini di posizionamento prende il sopravvento sul contenuto, lo stesso per cui si vuole lavorare di ottimizzazione.

Per carità, è giusto e sacrosanto desiderare il piazzamento migliore per i propri articoli, specie se questo si traduce in maggior visibilità e possibilità di confronto o di discussione, ma il troppo storpia, e soprattutto fa perdere di vista il motivo per cui si scrive, è spiacevole vedere il progressivo decadimento produttivo di certi autori.

C’erano blogger che ho imparato ad apprezzare per la loro “penna istintiva”, per la spontaneità intellettuale che trasudava dai loro articoli, che si sono via via persi per strada quando hanno scoperto il vortice della gara al posizionamento, da quando gli strumenti, social network in testa, per molti sono diventati in un certo senso il fine, o parte del fine, e non il mezzo.

Per non fare il disfattista a tutti i costi,  ma soprattutto per amor di cronaca, devo aggiungere che taluni si sono resi conto da soli di quello che stava succedendo, ed hanno imparato per lo meno a gestire il tempo, quello da dedicare alla SEO, e quello più importante da lasciare libero alla produttività, ai contenuti, o meglio ancora alla voglia di comunicare.
Questi blogger  si sono ritirati dalla gara, e sono tornati ad essere piacevoli da leggere, e soprattutto interessanti.

Probabilmente ci hanno pure guadagnato, in termini di visitatori e commenti.

La SEO secondo Davide Vasta

Sfogliando il catalogo di Apogeo un titolo che non poteva passare inosservato alla mia curiosità, “S.E.O. – Ottimizzazione web per i motori di ricerca“, autore Davide Vasta e stampato ad inizio 2009, e l’ho comprato.

Sono 288 pagine che si leggono bene, piacevolmente, e possono essere molto utili a chi inizia ad occuparsi di SEO ma anche a chi di SEO crede già di saperne, perché l’argomento ottimizzazione sui motori di ricerca è uno di quelli che non finisce mai di sorprendere, e ritenere di essere “imparati” è uno dei grandi errori da evitare.

Certo non basta la lettura di un libro per essere dei SEO, ma dalla lettura di un testo come questo di sicuro si possono apprenderne le basi, quei meccanismi che se messi in pratica possono portare un blog o un sito in una buona posizione nei motori di ricerca.
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Ma tu sei un SEO?

searchDi tanto in tanto qualcuno me lo chiede, e ci rimane male quando gli rispondo che “no, non sono un SEO…“.
È vero che l’argomento mi piace, anzi mi appassiona, che per certi aspetti me ne occupo e che è parecchio tempo che mi documento su tecniche e teorie di questa “nuova attività”, ma decisamente no, non sono un SEO.

È vero che mi dedico, con un discreto successo, all’indicizzazione di siti e blog nei motori di ricerca, ma questo non basta per essere un professionista della SEO, uno “SEO Specialist” come va di moda definirsi.

Dalla mia ho una certa conoscenza delle cose del web, un’esperienza più che decennale sulla psicologia e le aspettative dei visitatori, grazie soprattutto ad alcune esperienze di ampio respiro, costernate di tanti errori in prima persona, e dopo aver capito i meccanismi base dell’indicizzazione mi è venuto relativamente facile unire il tutto e cercare di farlo funzionare, ed a quanto pare funziona.

Ma uno specialista  SEO è un’altra cosa.

PS: diffidare delle imitazioni, e soprattutto delle improvvisazioni, il web ne pullula….

Il tag more di WordPress ed i contenuti duplicati

contenuti duplicatiPer chi è molto attento all’ottimizzazione del proprio blog con WordPress, specialmente per quello che riguarda i motori di ricerca e la relativa indicizzazione, pare che il tag <!– more –>, quello che serve a “spezzare” un articolo per rimandare la lettura dello stesso alla pagina completa, è uno spietato e controproducente colpevole di contenuti duplicati.
Non ho avuto modo di fare delle verifiche, ma a quanto si legge nei migliori blog del settore pare proprio che sia così.

Il rimedio è comunque semplice, basta modificare un file PHP di WordPress, l’unica controindicazione è che cliccando sul “read more” il link non punterà più all’ancora di dove si era interrotta la lettura, ma all’inizio dell’articolo.

Un piccolo scotto da pagare, ma se davvero c’è il pericolo di contributi duplicati, il terrore di ogni blogger e SEO, potrebbe valerne la pena, o almeno io lo credo.
Ma vediamo di che modifica si tratta. Continua a leggere