I gestionali maldestri con la posta elettronica

È la seconda volta in breve tempo che mi trovo a dovermi occupare di aziende che hanno difficoltà ad inviare le loro fatture via mail tramite le procedure automatiche del loro gestionale. Fatture che finiscono quando va bene nella posta indesiderata, se non addirittura rifiutate.

Gestionali diversi, per la cronaca, ma problemi molto simili.

Giusto per capire dove potessero essere i problemi, sono fatto mandare una fattura di prova, e mi è bastato una sfogliata agli header delle mail arrivate per capire che chi ha sviluppato il gestionale non aveva un briciolo di conoscenza delle problematiche riguardanti gli invii di mail.

Una passerella degli errori più evidenti:

  • Fattura in PDF allegata alla mail, per giunta con un nomefile tipo FATTURA-XXX.PDF, tutto in maiuscolo.
  • Titolo della mail FATTURA N. XXX DEL GG-MM-AAAA, tutto in maiuscolo.
  • Mail inviata direttamente dal gestionale, sfruttando le funzioni mail del sistema, senza curarsi della prevenzioni antispam definite nei DNS del dominio (SPF e DomainKeys per iniziare)
  • Nessuna gestione degli errori di invio mail, o peggio ancora mail di errore verso indirizzi inesistenti.

La lista sarebbe lunga, questi sono solo i più grossolani ed evidenti.

E pensare che basterebbero davvero pochi accorgimenti per evitare questo tipo di problemi. Basterebbe che ad occuparsi della generazione delle mail, o almeno alla verifica di questa procedura in fase di realizzazione del gestionale, fosse una persona minimamente competente.

Mi hanno chiesto cosa farei io in questi casi. Ho suggerito diverse modifiche, da girare agli sviluppatori dei gestionali, qui le principali:

  • Fatture in PDF non allegate al messaggio, ma salvate su un server pubblico e scaricabili con un semplice click su un link evidenziato nella mail.
  • Titoli delle mail che evitino parole poco digerite dagli antispam, come “fattura”
  • Titoli scritti correttamente, il tutto maiuscolo non è simpatico agli antispam.
  • Mail inviato tramite SMTP autenticato, anche il server mail del dominio va bene. Gli antispam ci fanno caso.
  • Se non viene utilizzato l’SMTP dichiarato nei DNS, verificare che quello utilizzato sia impostato correttamente, con un PTR corretto e che sia dichiarato negli SPF. Se i DNS prevedono l’utilizzo dei DomainKeys, fare in modo che il server SMTP si comporti di conseguenza.
  • Un minimo di gestione degli errori, almeno con un return-path e/o un reply-to corretti, in modo da ricevere gli eventuali errori in un indirizzo consultato.

Chissà se le applicheranno…

I fondamentali di Qmail

Qmail SMTPPurtroppo in alcune installazioni con Plesk viene ancora utilizzato Qmail come servizio SMTP. Parallels stessa ha invitato da diverso tempo gli utilizzatori del suo pannello di controllo a migrare il servizio SMTP da Qmail a Postfix, la procedura è banale ed il più delle volte (toccando ferro) fila tutto liscio, ma non tutti ancora l’hanno recepita.

Gestire le code con Qmail è un po’ più impegnativo di Postfix, esiste comunque una vecchia utility open source, qmHandle, semplice da usare e che in casi estremi può tirar fuori dai guai.

Una volta installato, qmHandle è un po’ più spartano rispetto a quelli utilizzabili su Postfix. Tra le tante opzioni si trova la possibilità di avere una statistica molto semplice dei messaggi in coda:

qmHandle -s

oppure una elenco dei messaggi in coda con dettagli (sconsigliabile se la coda è numerosa):

qmHandle -l

volendo è possibile visualizzare solo la lista dei messaggi nella coda locale (opzione -L)  o quelli nella coda remota (opzione -R)

qmhandle permette la cancellazione dei messaggi in coda con diverse modalità, come cancellare il singolo messaggio in coda:

qmHandle -dnumero_del_messaggio

oppure tutti i messaggi in coda:

qmHandle -D

e infine l’ultima opzione di cancellazione, quella più utile second0 me, che permette di cancellare i messaggi in coda che contengono una specifica stringa di testo nel subject, utile ad esempio per cancellare tutti gli errori di not delivery effetto della visita di uno spammer:

qmHandle -Stesto

I fondamentali di Postfix

PostfixAmministrando dei server mail basati su Postfix, c’è una manciata di comandi da tener sempre a portata di mano, che fanno sempre comodo.

Per prima cosa il comando per riprocessare la coda di mail:

postfix flush (postfix -f)

Per lo stesso scopo, è disponibile un altro comando

postqueue -f

Per sapere quanti messaggi ci sono in coda è possibile usare lo stesso comando postqueue:

postqueue -p

o in alternativa il comando

mailq

Per svuotare (cancellare) la coda di mail, ci torna in aiuto il comando postsuper con due modalità:

postsuper -d ALL

per cancellare TUTTI i messaggi in coda, indistintamente, oppure

postsuper -d ALL deferred

per cancellare solo i messaggi che si trovano nella condizione di “deferred”, differiti.

Per maggiori info e per le altre opzioni disponibili, consultare i man dei rispettivi comandi.

Salve, ho un problema con la posta elettronica…

help desk - ce la posso fare a non impazzire

  • Cliente - Salve, ho un problema con la posta elettronica.
  • Io - Buongiorno, mi dica pure…
  • Cliente - Quando cerco di spedire un messaggio mi appare una finestra di errore.
  • Io – Che tipo di errore? Mi legga la descrizione…
  • Cliente - Ah non lo so, l’ho chiusa la finestra (di errore).
  • Io – È un’informazione importante, provi a mandare un nuovo messaggio che vediamo se le ritorna di nuovo.
  • Cliente - Ah non posso, adesso sono fuori ufficio.
  • Io – (ma vaff…)

Come recuperare gli allegati nei Winmail.dat (sottotitolo: Maledetto Outlook…)

Problema Winmail.dat

A chi non è mai capitato di ricevere un messaggio di posta elettronica e trovarsi, al posto dell’atteso allegato, un anonimo file “Winmail.dat”?

Il problema è nelle impostazioni del software di posta elettronica (Outlook, ma guarda un po’…) del mittente, che manda le mail in un formato RTF tutto suo.

Basterebbe che il mittente cambiasse le impostazioni di default di Outlook (da RTF a HTML o meglio ancora solo testo) per essere in pace con il mondo, lo scrive anche il supporto di Microsoft, dove spiega anche il motivo di questi malefici allegati.

Rimane il fatto di cosa farne di questi Winmail.dat.

Alcuni li cestinano subito, ritengono che siano files inutilizzabili, ma non è così. Contengono gli allegati che stavamo aspettando, e si possono recuperare.

Soluzione 1: San Gmail, lavora per noi…

Se si dispone di un account Gmail, basta inoltrargli il messaggio con il file Winmail.dat, e questo su Gmail sarà perfettamente leggibile e salvabile nel formato corretto!  (E questo vuol dire pure, tra le righe, che chi usa solo account gmail non conosce  proprio il problema dei winmail.dat).

Sempre tra le righe, ma se i signori di Google, per certe cose sempre un passo avanti, hanno pensato bene di fare un filtro automatico di conversione degli allegati Winmail.dat, perché non lo fanno anche gli sviluppatori dei client di posta elettronica?

Soluzione 2: utilities gratuite

I non possessori di un account Gmail possono dormire ugualmente sogni tranquilli, esistono delle utilities gratuite che li convertono estrapolando gli allegati.

Per Mac: TNEF’s Enough
Per Windows: Winmail Opener