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And the winner is… Google App!
Ora che sono libero da “condizionamenti aziendali”, posso finalmente dire la mia su quello che, a mio avviso, è il miglior servizio di posta elettronica. Quello dove io metterei le mie caselle, che è poi quello che ho fatto ora, che volente o nolente mi sono trovato a dover cambiare Internet Provider.
Ebbene sì, il servizio di posta elettronica (e non solo) di Google alla fine si dimostra il migliore, per caratteristiche e funzionalità, anche per chi deve gestire le caselle di un dominio, senza considerare che Gmail dispone del miglior servizio antispam in circolazione.
Le singole mail gmail.com le conoscono oramai tutti, e tra le mail gratuite non temono confronti, quello che non tutti sanno è che è possibile trasferire su Gmail, e più precisamente su Google App, tutto un dominio di posta, e che è gratuito fino a 10 account.
Google App, posta elettronica e non solo, gratuita con dei limiti (pochi) ed a pagamento, versione business.
Ci ritorneremo, sicuramente…
I gestionali maldestri con la posta elettronica
È la seconda volta in breve tempo che mi trovo a dovermi occupare di aziende che hanno difficoltà ad inviare le loro fatture via mail tramite le procedure automatiche del loro gestionale. Fatture che finiscono quando va bene nella posta indesiderata, se non addirittura rifiutate.
Gestionali diversi, per la cronaca, ma problemi molto simili.
Giusto per capire dove potessero essere i problemi, sono fatto mandare una fattura di prova, e mi è bastato una sfogliata agli header delle mail arrivate per capire che chi ha sviluppato il gestionale non aveva un briciolo di conoscenza delle problematiche riguardanti gli invii di mail.
Una passerella degli errori più evidenti:
- Fattura in PDF allegata alla mail, per giunta con un nomefile tipo FATTURA-XXX.PDF, tutto in maiuscolo.
- Titolo della mail FATTURA N. XXX DEL GG-MM-AAAA, tutto in maiuscolo.
- Mail inviata direttamente dal gestionale, sfruttando le funzioni mail del sistema, senza curarsi della prevenzioni antispam definite nei DNS del dominio (SPF e DomainKeys per iniziare)
- Nessuna gestione degli errori di invio mail, o peggio ancora mail di errore verso indirizzi inesistenti.
La lista sarebbe lunga, questi sono solo i più grossolani ed evidenti.
E pensare che basterebbero davvero pochi accorgimenti per evitare questo tipo di problemi. Basterebbe che ad occuparsi della generazione delle mail, o almeno alla verifica di questa procedura in fase di realizzazione del gestionale, fosse una persona minimamente competente.
Mi hanno chiesto cosa farei io in questi casi. Ho suggerito diverse modifiche, da girare agli sviluppatori dei gestionali, qui le principali:
- Fatture in PDF non allegate al messaggio, ma salvate su un server pubblico e scaricabili con un semplice click su un link evidenziato nella mail.
- Titoli delle mail che evitino parole poco digerite dagli antispam, come “fattura”
- Titoli scritti correttamente, il tutto maiuscolo non è simpatico agli antispam.
- Mail inviato tramite SMTP autenticato, anche il server mail del dominio va bene. Gli antispam ci fanno caso.
- Se non viene utilizzato l’SMTP dichiarato nei DNS, verificare che quello utilizzato sia impostato correttamente, con un PTR corretto e che sia dichiarato negli SPF. Se i DNS prevedono l’utilizzo dei DomainKeys, fare in modo che il server SMTP si comporti di conseguenza.
- Un minimo di gestione degli errori, almeno con un return-path e/o un reply-to corretti, in modo da ricevere gli eventuali errori in un indirizzo consultato.
Chissà se le applicheranno…
I fondamentali di Qmail
Purtroppo in alcune installazioni con Plesk viene ancora utilizzato Qmail come servizio SMTP. Parallels stessa ha invitato da diverso tempo gli utilizzatori del suo pannello di controllo a migrare il servizio SMTP da Qmail a Postfix, la procedura è banale ed il più delle volte (toccando ferro) fila tutto liscio, ma non tutti ancora l’hanno recepita.
Gestire le code con Qmail è un po’ più impegnativo di Postfix, esiste comunque una vecchia utility open source, qmHandle, semplice da usare e che in casi estremi può tirar fuori dai guai.
Una volta installato, qmHandle è un po’ più spartano rispetto a quelli utilizzabili su Postfix. Tra le tante opzioni si trova la possibilità di avere una statistica molto semplice dei messaggi in coda:
qmHandle -s
oppure una elenco dei messaggi in coda con dettagli (sconsigliabile se la coda è numerosa):
qmHandle -l
volendo è possibile visualizzare solo la lista dei messaggi nella coda locale (opzione -L) o quelli nella coda remota (opzione -R)
qmhandle permette la cancellazione dei messaggi in coda con diverse modalità, come cancellare il singolo messaggio in coda:
qmHandle -dnumero_del_messaggio
oppure tutti i messaggi in coda:
qmHandle -D
e infine l’ultima opzione di cancellazione, quella più utile second0 me, che permette di cancellare i messaggi in coda che contengono una specifica stringa di testo nel subject, utile ad esempio per cancellare tutti gli errori di not delivery effetto della visita di uno spammer:
qmHandle -Stesto
I fondamentali di Postfix
Amministrando dei server mail basati su Postfix, c’è una manciata di comandi da tener sempre a portata di mano, che fanno sempre comodo.
Per prima cosa il comando per riprocessare la coda di mail:
postfix flush (postfix -f)
Per lo stesso scopo, è disponibile un altro comando
postqueue -f
Per sapere quanti messaggi ci sono in coda è possibile usare lo stesso comando postqueue:
postqueue -p
o in alternativa il comando
mailq
Per svuotare (cancellare) la coda di mail, ci torna in aiuto il comando postsuper con due modalità:
postsuper -d ALL
per cancellare TUTTI i messaggi in coda, indistintamente, oppure
postsuper -d ALL deferred
per cancellare solo i messaggi che si trovano nella condizione di “deferred”, differiti.
Per maggiori info e per le altre opzioni disponibili, consultare i man dei rispettivi comandi.
Salve, ho un problema con la posta elettronica…
- Cliente - Salve, ho un problema con la posta elettronica.
- Io - Buongiorno, mi dica pure…
- Cliente - Quando cerco di spedire un messaggio mi appare una finestra di errore.
- Io – Che tipo di errore? Mi legga la descrizione…
- Cliente - Ah non lo so, l’ho chiusa la finestra (di errore).
- Io – È un’informazione importante, provi a mandare un nuovo messaggio che vediamo se le ritorna di nuovo.
- Cliente - Ah non posso, adesso sono fuori ufficio.
- Io – (ma vaff…)

Classe 1960, qualcuno si ricorda ancora di me per una mia 


