Archivio Autore: robrota

Niente di cui scandalizzarsi?

Comprare follower e fan per aumentare la popolarità in reteTutto è lecito, in guerra e in amore, figuriamoci poi se si tratta di marketing. Martina Pennisi sul Corriere.it non scopre nulla di nuovo ma mette a nudo un mercato florido, utilizzato da molti anche i meno sospetti, la facile compravendita di fan e follower su Facebook e Twitter per aumentare la popolarità. Una pratica consolidata, utilizzata da personaggi dello spettacolo, politici e aziende, ma anche da perfetti sconosciuti in cerca di un briciolo di popolarità.

Del resto è sotto gli occhi di tutti, pagine Facebook e account Twitter che da un giorno all’altro si popolano di decine di migliaia di consensi, e basta poco a rendersi conto che buona parte sono farlocchi. Un mercato non nuovo in rete, basta ricordare la pratica, ancora in uso, dell’acquisto di link per scalare gli indici dei motori di ricerca.

Più apprezzabile, almeno si tratta di persone reali, la nuova pratica di mettere in palio codici di attivazione gratuiti di App varie e gadget vari allo scopo di aumentare follower e fan.

Cosa non si farebbe per una manciata di follower…

New (temporary) look…

Il buon Koolinus, al secolo Nicola Losito autore per altro di un interessante blog riguardante WordPress, ha twittato  il link di un tema che mi ha stuzzicato.

Dato che un conto è guardare la demo, un altro è smanettarci nel codice e provarlo dal vivo, ho pensato di giocarci per qualche giorno in questo blog per cercare di valutarne usabilità e potenzialità, oltre che il mio gradimento.

Il tema (gratuito) si chiama Splendio, realizzato da Design Disease. Ce ne sono anche altri da vedere sullo stesso sito, alcuni intriganti, altri meno.

Lei non sa chi sono io!

Oggi uno, presentandomi a della gente, ha detto che io sarei un “Social Media Manager”.

Sulle prime non ho ribattuto, preso dai convenevoli, anche perché non ho ben presente cosa sia e cosa faccia un social-quella-cosa-li, ora mi vien la voglia di rispondergli “ritira quello che hai detto”.

Ma ripensandoci, mica mi sono mai preoccupato di darmi uno di questi titoloni da biglietto da visita che fanno tanto “IT specialist”… dovrei?

Quel pezzetto di Apple che poteva essere italiano

il 20% di Apple rifiutato da Carlo De BenedettiApple in parte italiana? Poteva succedere, pare.

Curiosa infatti la vicenda di tal Carlo De Benedetti che, nel lontano 1980, si trova in California, seduto ad una scrivania con Jobs e Wozniak.

Sul piatto un milione di Dollari per il 20% dell’azienda californiana, ma De Benedetti pensò di aver di meglio da fare in quel periodo. Evidentemente quei due giovinastri trasandati, seppur già molto considerati, ai suoi occhi dovevano sembrare al massimo una meteora impazzita, una storia senza futuro. Tutto tempo perso, pensò.

Di perso invece, col senno di poi per ammissione dello stesso manager italiano, una grande occasione. E pure un buon investimento, a patto di non mollare negli anni più bui di Apple, una tentazione che ha colpito molti.

Quello che mi incuriosisce di più, ma non potremo mai avere risposte, è come avrebbe influito quel 20% italiano in una start-up come Apple, che effetto avrebbe avuto ai nostri giorni.

 

Siri delle mie brame…

Da mesi si legge delle meraviglie di Siri, quella tecnologia che dovrebbe rivoluzionare il nostro approccio con gli smartphone, soprattutto con iPhone.

La classica cosa di cui tutti ne parlano ma che pochi hanno davvero mai visto, tipico dei blog/siti fotocopia “tecnologici”.

Un’immagine, è circolata in rete nei giorni scorsi, mi ha fatto davvero passare cinque minuti in allegria. Mostrerebbe la risposta di Siri alla domanda su quale sia il miglior smartphone:

Per Siri il miglior smartphone è il Nokia Lumia