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La posta elettronica fa parte del mio bagaglio professionale. Ho installato e amministrato per anni server mail di ISP e aziende, curando in particolare la qualità del servizio per evitare che le mail inviate possano finire nella posta indesiderata.

Google Apps, da oggi solo a pagamento

Google Apps solo a pagamento dal 8-12-2012

Una mail da Google a tutti i gli utilizzatori del servizio Google App in versione gratuita:

A partire da oggi, non accettiamo più nuove registrazioni per la versione gratuita di Google Apps, ovvero per la versione che utilizzi attualmente. Poiché sei già nostro cliente, questo cambiamento non ha alcuna conseguenza sui servizi di cui usufruisci e puoi continuare a utilizzare Google Apps gratuitamente.

In parole povere, quello che prima era possibile fare gratuitamente, cioè portare un dominio gratuitamente su Google Apps, fino ad un massimo di 10 utenti, dall’8 dicembre 2012 non si può più fare. Chi volesse usufruire del servizio deve pagare, 4 Euro al mese per utente, o 40 Euro l’anno, sempre per utente.

La buona notizia è per chi il servizio gratuito già lo stava utilizzando, tipo il sottoscritto :-) , che potrà continuare a farlo senza problemi, e sempre gratuitamente. Sperando che prima o poi non cambino idea anche su questo…

Per maggiori informazioni, vedi il supporto italiano di Google.

A scanso di equivoci, visto che più d’uno me lo ha già chiesto, questo non vuol dire che gli indirizzi mail @gmail.com diventano a pagamento. Per i noti indirizzi mail gratuiti di Google rimane tutto come prima.

Personalmente ho portato su Google App in versione gratuita diverse piccole aziende e professionisti, oltre ad averlo consigliato a parecchi, sia direttamente che sul web. Probabilmente qualcuno ora si morde le dita…

Passare a Google Apps e vivere felici

Come passare a Google AppsVe lo avevo già detto che i servizi di Google, Gmail in testa, mi piacciono davvero tanto? Secondo me si… Tutto l’insieme, con le Apps di Google a disposizione, lo trovo davvero molto funzionale.

Su Google Apps (versione gratuita per meno di 10 account) ho passato tutte le mie caselle e i miei domini di posta, da quando non lavoro più per un ISP, e quasi quasi mi pento di non averlo fatto prima. Ho consigliato/aiutato per lo stesso passaggio diverse persone e aziende, chi per la versione gratuita, chi per quella a pagamento.

La versione Business non è economicissima? Vero fino ad un certo punto. Vero se si considera solo il servizio di posta elettronica, come purtroppo fanno molti, mica tanto vero se si guarda tutto l’insieme delle Google Apps. A livello aziendale, sfruttando tutte le potenzialità di collaborazione e condivisione che indubbiamente offrono, a mio avviso il prezzo degli account Google Apps for Business è ben ripagato.

La scusa per questo post, è che mi è arrivato via mail questo documento direttamente da Google: Come passare a Google Apps (PDF), magari interessa a qualcuno. Nessuna marchetta, solo il piacere di condividere la soddisfazione verso un buon prodotto…

;-)

Recuperare la password di admin su Plesk (Linux e Windows)

Admin password recovery su Plesk per Linux e WindowsCapita anche ai migliori di perdere la password di admin, quella password senza la quale sei assolutamente impotente. Oppure capita, come al sottoscritto, di dover intervenire in un’installazione già in uso, ma senza disporre della password per svariati motivi.

Con Parallels Plesk versione linux non è un problema, a patto di disporre di un accesso come root nel sistema.

Con Plesk 9 occorreva digitare il seguente comando:

cat /etc/psa/.psa.shadow

Dalla versione 10, invece, la password è un pelino più protetta e per stanarla occorre lanciare un eseguibile:

/usr/local/psa/bin/admin --show-password

Nulla che non sia documentato nel KB di Plesk.

Capitasse, a futura memoria, è possibile recuperare la password di admin di Plesk anche su Windows, grazie al’utility plesksrvclient.exe. Qui per maggiori info.

Google Disaster? E le poste?

Leggo che ieri c’è stato un disservizio di 1 ora sulla posta elettronica di Gmail, il disservizio ha riguardato, sembrerebbe, il 2% dell’utenza complessiva. Questo 2% non riusciva a collegarsi ai propri account, ed ha ricevuto le mail con ritardi “importanti”.

Certo, il 2% di utenti per un colosso come Gmail è un numero bello grande, un sacco di gente infastidita, però la percentuale è sempre bella piccola.

Io sono stato fortunato, gestisco diversi domini di posta su Gmail, miei e non miei, e pure un paio di account di servizio, e non ho riscontrato difficoltà. Rientro nel 98%, nella confraternita dei “Benedetti dal Signore”, una volta tanto. (È vero che era più facile finire nel 98% piuttosto che negli altri, statisticamente parlando, ma le statistiche non tengono conto della Legge di Murphy)

Sul web scenari apocalittici, il classico effetto “rimpalla & amplifica” con considerazioni che diventano via via più catastrofiche. Qualcuno ha ipotizzato la fine dei servizi di posta di Google.

Chiaro che la società di Mountain View non è esente da problemi, di tanto in tanto qualcosina va storto pure a loro, ma vogliamo paragonare il blackout del 2% della posta Gmail per un’ora con il 100% della posta gestita da Aruba per parecchie ore, anche giorni, in due occasioni in rapida successione diventate storiche nel 2011?
E Aruba per l’italica realtà tanto piccola non è…

Giusto solo per fare un esempio, per carità.

Se vogliamo parlare di disastri per davvero, disastri che si ripresentano ormai con ciclica puntualità, andiamo a fare le spulci alle nostre Poste, che normalmente funzionano come funzionano, e che solo l’altro ieri hanno avuto tutti i sistemi bloccati per l’ennesima volta, in tutta Italia e per parecchie ore, causando non pochi disservizi a cittadini ed aziende.

Coda alle Poste

And the winner is… Google Apps!

Google AppOra che sono libero da “condizionamenti aziendali”, posso finalmente dire la mia su quello che, a mio avviso, è il miglior servizio di posta elettronica. Quello dove io metterei le mie caselle, che è poi quello che ho fatto ora, che volente o nolente mi sono trovato a dover cambiare Internet Provider.

Ebbene sì, il servizio di posta elettronica (e non solo) di Google alla fine si dimostra il migliore, per caratteristiche e funzionalità, anche per chi deve gestire le caselle di un dominio, senza considerare che Gmail dispone del miglior servizio antispam in circolazione.

Le singole mail gmail.com le conoscono oramai tutti, e tra le mail gratuite non temono confronti, quello che non tutti sanno è che è possibile trasferire su Gmail, e più precisamente su Google App, tutto un dominio di posta, e che è gratuito fino a 10 account.

Google App, posta elettronica e non solo, gratuita con dei limiti (pochi) ed a pagamento, versione business.

Ci ritorneremo, sicuramente…