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La rete è la rete, la rete si evolve velocemente, non si ferma mai. O sei in rete o sei fuori dal mondo, vedi tu…

La rivoluzione sincrona del NIC

registro-nicFinalmente anche in Italia si potrà registrare domini in tempo reale senza dover sottostare a quella palla incredibile della LAR (Lettera di Assunzione Responsabilità) da inviare via fax e che deve essere verificata manualmente, con tutti i tempi e gli errori che ne conseguono. Un po’ come avviene per tutti gli altri domini, .com in testa.
Finalmente anche l’ente italiano che sovraintende ai domini .it si evolve, diventa “moderno” mi verrebbe da dire, e vara proprio in questi giorni il sistema “sincrono”, che permette ai Registrar di di effettuare nuove registrazioni e modifiche in tempo reale, tramite strumenti informatici e non preistorici.
Ma è così innovativa tutta questa faccenda, o come al solito le cose vengono fatte “all’italiana” ?

Intanto si parte gradualmente, e fin qui nulla di male, solo chi è effettivamente pronto al nuovo sistema potrà utilizzarlo fin da subito. Continua a Leggere →

Greylist, l’AntiSPAM più efficace del momento

greylist antispamSe dovessi stilare ora una classifica dei sistemi AntiSPAM più efficaci tra quelli che sto utilizzando non avrei dubbi, sicuramente la tecnica del Greylisting è quella che attualmente mi sta dando le maggiori soddisfazioni. Non è esente da difetti, ma alla fine dei conti i benefici sono di gran lunga superiori ai pochi fastidi comportati.
Finché dura (questa ve la spiego alla fine)…

Pregi e difetti di Greylist

Partiamo subito da questi ultimi: il grande difetto delle Greylist è qualche minuto di ritardo nella consegna della posta elettronica. Per molti non è ammissibile, ma sono convinto che tanti cambierebbero idea dopo qualche ora di utilizzo, specie se si tratta di indirizzi o domini di posta elettronica particolarmente presi di mira dagli spammer.
L’altro difetto di questa tecnica  è la possibilità che qualche messaggio possa tornare al mittente per colpa di una configurazione maldestra del server SMTP utilizzato da quest’ultimo. Un difetto per modo di dire se vogliamo, la stessa cosa può succedere per tanti motivi analoghi: mancanza del reverse lookup, SPF o DomainKeys settati male ed altro ancora.

I pregi sono tanti: effetti immediati, facilità di installazione e praticamente nessuna manutenzione, al contrario di altri sistemi, SpamAssassin in testa, che richiedono aggiustamenti continui.
Passiamo a vedere il funzionamento e un esempio di installazione di Greylist.
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SPF maldestri e AntiSPAM ingannati

Posta elettronica, server mail e AntiSPAMAbbiamo già parlato degli SPF come sistema per combattere lo SPAM, uno dei tanti (che in qualche modo funziona), abbiamo visto come spesso non viene preso in considerazione come meriterebbe.
Oggi invece vediamo chi il sistema SPF lo utilizza in modo maldestro, speriamo senza saperlo, e i danni che causa a chi lotta giornalmente per tenere le mailbox pulite da tanta spazzatura.
Ma facciamo un passo indietro, per capire come sono arrivato fin qui.

Controllando alcuni log dei server mail che amministro, per cercare di capire come mai da certi domini mi arrivava una discreta mole di SPAM, ho imparato una cosa davvero buffa. Magari buffa no, bizzarra di sicuro, magari torna pure utile a qualcun altro.

Controllando più a fondo, per certi domini notavo che c’era una anomalia, che poi tanto anomalia in realtà non era,  nella fase di controllo dell’SPF, dove si evidenziava che l’IP non faceva parte di quelli indicati nei DNS, ma nello stesso tempo non era nemmeno vietato, guadagnandosi così lo stato di SPF_neutral e permettendo di fatto, almeno per quel controllo, di passare indenne.

Received-SPF: neutral (servermail: xxx.xxx.xxx.xxx is neither permitted nor denied by domain of libero.it)

Incuriosito, sono andato a controllare gli SPF impostati per i domini in questione, verizon.net e libero.it per citarne un paio di quelli grossi.

Gli SPF configurati per libero.it:
libero.it. 63236 IN TXT “v=spf1 ip4:212.52.84.101/32 ip4:212.52.84.102/31 ip4:212.52.84.104/29 ip4:212.52.84.112/32 ip4:212.52.84.43/32 ?all”

Gli SPF configurati per verizon.net:
verizon.net text “v=spf1 ip4:206.46.232.0/24 ip4:206.46.170.0/24 ip4:206.46.252.0/24 ip4:206.46.128.33 ip4:206.46.128.101 ip4:209.84.13.21 ip4:209.84.13.20 ?all”

Avete già individuato il bandolo della matassa? Se la risposta è no, continuate a leggere. Continua a Leggere →

Libertà in rete, ogni momento è buono per cercare di limitarla…

Patrick Henry RothermelNon passa stagione che qualche “Onorevole Deputato” non cerchi di mettere dei paletti alla libertà in rete, questa volta è il turno degli Onorevoli Pecorella e Costa, che con una proposta di legge presentata il 14 settembre scorso vogliono applicare la disciplina che governa la stampa a tutti i siti internet “aventi natura editoriale”.

Ovviamente non è dato modo di capire cosa possa essere identificato come “sito avente natura editoriale”, e nella confusione agli occhi del giudicante qualsiasi cosa su Internet potrebbe essere passata per tale, dal blog/diario della sedicenne inguaiata per il cantantucolo di turno al ricettario della nonna.

Beh, se non fosse chiaro che i tentativi per limitare o per lo meno controllare la libertà di espressione in rete non sono una leggenda metropolitana, avete una gran testa dura. Il guaio è che prima o poi, date le pessime abitudini dei nostri governanti, potrebbero anche riuscirci.

Primi nei motori di ricerca e non ricevere visite?

primo in posizionamentoMa come, abbiamo fatto un lavoro certosino di indicizzazione del nostro nuovo blog/sito su un tot di parole chiave, studiate a tavolino, seguendo le regolette che tutti i blog che parlano di SEO elencano con sistematica periodicità (non a caso), un lavoro talmente ben fatto che nel giro di (relativamente) poco i frutti sperati sono arrivati:

Finalmente primi su Google!

Magari non proprio primi-primi, magari terzi o quarti, o comunque entro le prime 10 posizioni (la mitica prima pagina) per tutte le nostre keyword, un bel risultato no?
Eppure Google Analytics è implacabile, sono settimane, ormai mesi, che il numero di visitatori non accenna a salire, cose da farsi prendere dalla depressione.

Non basta arrivare primi per vincere…

Il primo dei possibili “errori” che ci viene in mente, o almeno speriamo che ci venga?
In realtà sono più d’uno, di solito, ma fanno tutti parte della stessa strategia:

  1. Aver pensato troppo al posizionamento e troppo poco ai contenuti
  2. Non aver pensato alla socializzazione nel senso stretto del termine: “socializzare”
  3. Non essersi immedesimati nei possibili visitatori, cercando di immaginare quali potrebbero essere i motivi buoni per spingerli a tornare.

Lo so, magari qualcuno si aspetterebbe a questo punto una analisi più “raffinata”, di quelle che solo gli analisti più capaci e persuasivi sanno fare, ma le cose sono molto più semplici di quanto si possa immaginare, basta fermarsi un attimo e rifletterci sopra, fare mente locale e, soprattutto, riflettere sui propri errori, anche se più che errori si dovrebbe dire mancanze.
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