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Aiuti per il terremoto

Questo terremoto mi ha fatto un certo effetto. Sarà che mi tocca da vicino, i primi paesi devastati dal sisma sono a poche decine di chilometri, ma mi fa male pensare che poco distante da qui ci sia gente che ha bisogno di aiuto.

Inutile improvvisarsi soccorritori, si rischia pure di intralciare le vere operazioni di soccorso, di far più danni che bene.

Sicuramente buone tutte le forme di aiuto economico, dagli SMS solidali ai versamenti sui tanti conti correnti disponibili per l’occasione, solo che io non mi fido troppo. Chissà quando realmente quei soldi arriveranno ad esser utili, in che percentuale poi, e dove finiscono quelli che non arrivano a destinazione. Troppe ombre nel passato, troppi scandali, e nonostante tutto troppa poca trasparenza.

Preferisco una forma di contributo diretto, ditemi quello che serve e io cerco di procurarvi quello che mi è possibile, e così sto facendo.

Sto seguendo le richieste formulate in tempo reale nel sito di VolontariaMO, associazione del volontariato modenese, e nel mio piccolo qualcosa ho fatto, sia a Vignola che in paesi limitrofi, visto che ora il centro di raccolta di Vignola è sospeso perché “pieno di rifornimenti”.

Invito chiunque a fare altrettanto, assieme o in alternativa al supporto economico di cui sopra. Non è necessario essere in zona, si può contribuire in molti modi.
Qui la lista delle necessità, sempre aggiornata.

Riguardo le altre forme di sostegno ai terremotati, ho trovato un link che riassume meglio i miei dubbi:

(…) La domanda che in molti si pongono è: dove finiscono questi soldi? La risposta potrebbe non piacere a molte persone che hanno deciso di donare. In realtà, ad essere precisi, è impossibile conoscere la destinazione d’uso di quei soldi. Si può fare riferimento al caso più recente, quello del terremoto che colpì L’Aquila nel 2009. In quel caso vennero raccolti 5 milioni di euro, una cifra impressionante che dà l’idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese.

Come sono stati impiegati? La sorpresa è che per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l’idea è connaturata alla “modalità” di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un’altra. Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in molte realtà in giro per il mondo. Per farci cosa? Concedere prestiti a “tassi agevolati” a persone ed imprese coinvolte nel sisma.

Nessun “regalo”, quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano “a condizioni vantaggiosissime” si tratta per sempre di un prestito da rimborsare. Fra l’altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati “per oneri riferibili alla gestione del progetto” (…)

Fonte: Yahoo! Notizie Italia.

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