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Archivio | dicembre, 2011

Mi garantisca la mail…

Qualcuno protesta perché non ha la certezza che tutte le sue mail arrivino a destinazione, e mi chiede garanzie in tal senso.

Garanzie? Non esistono garanzie per il servizio di posta elettronica, le mail normalmente arrivano a destinazione, ma non si hanno certezze, tantomeno garanzie, e nessuno può affermare il contrario. Chi lo fa, o è ignorante, o mente sapendo di mentire.

È una caratteristica dello standard di posta elettronica, nato troppo semplice e troppo radicato per sostituirlo ora con qualcosa d’altro.

A nulla servono anche le varie ricevute di ritorno e di lettura che certi software mettono a disposizione.

Unica eccezione la posta certificata (PEC), ma solo nel caso di invii verso altri indirizzi di posta certificata. Se si invia una mail tramite PEC ad un indirizzo “normale”, non PEC, diventa un normalissimo messaggio di posta, senza nessuna ricevuta di ricezione, e soprattutto senza nessuna garanzia che arrivi.

“Ah, però lei dai log riesce a vedere se il messaggio è arrivato al destinatario.”

A parte che non mi metto a spulciare i log ad ogni dubbio di ricevimento di una mail, nei log al massimo si può vedere che il messaggio sia stato consegnato al server di destinazione, che non ci siano dei rifiuti da parte dello stesso server. Quel che succede da quel momento in poi non è scritto, quindi che poi il messaggio finisca realmente nella casella del destinatario è tutto da verificare.

Intendiamoci, di solito ci finisce, di solito…

Postal Service - Consegna posta

Maroni ed il discutibile senso del lusso

L’ex ministro Maroni dice al corriere:

“Definire lusso un mezzo di dieci metri significa non avere la percezione della realtà.”

Vallo a dire, caro Maroni, a tutti quelli che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che di sicuro hanno una percezione della realtà molto più realistica della tua, con tutte le mazzate che gli arrivano anche (e soprattutto) grazie a quelli come te.

Esempi di bagnarole da 10 metri che, secondo Maroni, non sono un lusso.
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Cambiamenti di status

Chaplin - Tempi moderni

Mettiamola così, prendiamo la cosa da un punto di vista romantico, e tutto magari assume una luce diversa.
Mettiamo che, a 51 anni suonati, uno per forza di cose si convince di sentire la voglia irrefrenabile di cambiare le cose, di fare qualcosa di diverso, mai fatto prima, di rimettere a posto gli armadi della sua vita.

Ecco, un cambiamento di status, ma social per davvero, non quello sui social network.

Allora perché non provare tante cose nuove, come i Centri per l’Impiego, le liste di mobilità, il sussidio di disoccupazione.

Mettiamola così, ora avrò più tempo per Riccardino, per fare tutti quei piccoli lavoretti di casa sempre rimandati, per curare i piccoli e grandi malanni, passero più tempo in cucina che un po’ mi manca.

Certo dovrò anche fare tante telefonate, inviare curriculum e fare colloqui, essere ben sbarbato e avere un atteggiamento positivo anche quando non è aria, ma queste cose non fanno parte del lato romantico, perciò per ora le lasciamo in disparte.

Esiste un lato romantico della disoccupazione? Se sì, lo scoprirò entro breve, nella mia prima settimana da “diversamente occupato”, appena iniziata.

Sfondare una porta aperta è troppo facile, su Windows.

serratura di sicurezza

La parte divertente di questa falla, che spero abbiano tappato nel frattempo, è quando si parla di “inviare pacchetti appositamente confezionati a una porta chiusa del sistema-bersaglio”. Una porta chiusa!
Ci sono i fondamentali sulla sicurezza del networking che vacillano di fronte a questa affermazione, solo alla Microsoft riescono riescono ad essere così “rivoluzionari”.

Il bollettino di sicurezza MD11-083 di Microsoft definisce “critica“ la falla nel TCP/IP di Windows Vista, Windows Server 2008 e Windows 7 che “potrebbe consentire lesecuzione di codice da remoto se un aggressore invia un flusso continuo di pacchetti UDP appositamente confezionati a una porta chiusa del sistema-bersaglio… un aggressore potrebbe eseguire codice arbitrario in kernel mode” e “potrebbe poi installare programmi; visualizzare, modificare o cancellare dati; oppure creare nuovi account con pieni permessi dutente”. Ironicamente, Windows XP è immune al problema. Idem dicasi per Windows Server 2003.

Fonte: Il Disinformatico.