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Archivio | dicembre, 2011

Letterine a Babbo Natale

Ferrari 250 GTO a pedali

Chiacchieravo con un coetaneo, e siamo finiti complice il periodo ed i pargoli a parlar di regali, e delle nostre letterine a Babbo Natale.

Quando io credevo ancora a Babbo Natale i miei genitori non erano ricchi. Non che lo siano mai stati, ma negli anni della mia infanzia non dico fossero indigenti ma di sicuro non potevano scialare, spesso faticavano ad arrivare al minimo indispensabile. Il mio primo ricordo di casa è il retrobottega di mia madre, un retrobottega di una quarantina di metri quadrati in due stanze più bagno dove ci vivevamo in quattro. Mia madre faceva la camiciaia, il retrobottega era più grande della bottega, e la mia cameretta di giorno diventava l’angolo delle misure per i clienti.

Con l’avvicinarsi del Natale i nostri sogni di bambini si spalmavano nelle pubblicità di Topolino. Il giornalino, la TV non ce l’avevamo ancora.

Ci avevano insegnato che bisognava fare una lista dei regali che si desideravano, e che Babbo Natale l’avrebbe presa in considerazione e qualcosa sarebbe arrivato nella notte della vigilia, a patto ovviamente che avessimo fatto i bravi bambini.

Le mie liste me le ricordo ancora, morivo all’idea di una pista Polistil, anche un ovale semplice semplice, ma costava evidentemente troppo e finivo per accontentarmi di altro. Un sogno durato anni, almeno finché ho creduto a Babbo Natale, mai soddisfatto.

In genere era la cosa più economica della lista, più dolcetti e cose utili, le cose importanti erano pantaloncini, maglie e giubbini rigorosamente “in crescita”, che altrimenti diventavano piccoli troppo in fretta.

È successo anche di ricevere qualcosa che non era nell’elenco, forse perché la voce più economica era fuori portata. Anche Babbo Natale si sbaglia, con tutti i bambini che deve accontentare in una sola notte…

C’era pure un fiorente riciclo dell’usato. Gli amici dei miei con figli più grandi portavano di nascosto tricicli e biciclettine dismesse. Dai parenti niente, ero il primo dei nipoti e in quel senso era una vera sfiga, casomai erano i sopravvissuti tra i miei giochi che finivano di nascosto ai cuginetti più piccoli.

Riccardo, per il suo secondo Natale, credo abbia ricevuto più regali di me in tutta la mia infanzia. E non siamo certo ricchi, anzi è il mio primo Natale da “diversamente occupato”.

Ha ricevuto persino una Ferrari 250 GTO a pedali comprata direttamente al Ferrari Store di Maranello. Una follia del nonno, è talmente grande che fatica a circolare per casa.

Visto quanto gli piacciono le macchinine mi sono ripromesso, per uno dei prossimi natali e prima che smetta di credere a Babbo Natale, di comprargli la pista elettrica dei miei sogni.

Venti chili e rotti fa…

Con la scusa di pesare Riccardino, che non ne voleva sapere, mi sono dovuto pesare pure io.

Il trucco è semplice, non ci vuole un genio:

  1. sali sulla bilancia e memorizzi il peso, una sorta di tara
  2. sali con il bimbo in braccio
  3. la differenza tra la prima pesata e la seconda è il peso del bimbo.

Il riferimento è il tetto massimo, che era di poco oltre 105 chili, segnato poco prima della nascita di Riccardino. Ora segno poco meno di 85.

Venti e rotti chili in meno, ventitre per l’esattezza, non sono di certo tutta opera di Riccardino, diciamo che una stima realistica potrebbe essere la metà, più o meno.

Ora si tratta di capire dove sono finiti gli altri, visto che diete particolari non ne seguo di certo, e sedentarietà e pigrizia sono sempre dei cavalli di battaglia del mio stile di vita.

Cuocere a fuoco lento

Da quando mi ritrovo “diversamente occupato”, di conseguenza con parecchio tempo libero, mi dedico con ritrovato piacere alla cucina, e affronto piatti dai tempi di preparazione e cottura molto lunghi.

Li affronto in orari insoliti per queste faccende, specialmente di notte, ma sembra che non sia un problema sulla resa finale.

Il brasato ai funghi è venuto proprio benino, mi sono ripromesso prima o poi di affrontare anche un brasato al barolo, ma questa volta è stato il turno del baccalà alla vicentina, un piatto che nell’infanzia veneta detestavo, soprattutto per il forte odore che lo caratterizza, ma che appena arrivato ad una “maturità delle papille gustative” ho imparato ad apprezzare.

Se questi momenti culinari proseguono, potrei anche decidere di dedicarmi alla preparazione di piatti particolari su commissione. Avrei già un paio di clienti…

Explorer 6, eutanasia annunciata.

Microsoft ha praticamente (e finalmente) messo in pensione Internet Explorer 6, il browser che ha creato più grattacapi nella storia di Internet.

Sono sicuro che una nutrita schiera di sviluppatori web e CSS ha già programmato da qualche parte del mondo una settimana intera di festeggiamenti con sfilate in maschera, riti sessuali, uso smodato di droghe e alcolici.

Nel nostro piccolo, ci accodiamo…