La SEO può ammazzare i contenuti?

Qualità dei contenuti

Talvolta si, io credo.

È da un po’ che ci penso, ma da quando mi interesso di ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca sto notando come, specie tra i blogger, vi sia una specie di gara un corso, una caccia alle keywords migliori, con tanto di rimpallo tra pagine, visibilmente cercato (ad arte, aggiungerei in molti casi).
Nel corso dei mesi questa gara, che è andata via via sempre più intensificata ed  è al contempo diventata molto più sofisticata,  in molti blog ha prodotto un effetto negativo, ovvero il risultato in termini di posizionamento prende il sopravvento sul contenuto, lo stesso per cui si vuole lavorare di ottimizzazione.

Per carità, è giusto e sacrosanto desiderare il piazzamento migliore per i propri articoli, specie se questo si traduce in maggior visibilità e possibilità di confronto o di discussione, ma il troppo storpia, e soprattutto fa perdere di vista il motivo per cui si scrive, è spiacevole vedere il progressivo decadimento produttivo di certi autori.

C’erano blogger che ho imparato ad apprezzare per la loro “penna istintiva”, per la spontaneità intellettuale che trasudava dai loro articoli, che si sono via via persi per strada quando hanno scoperto il vortice della gara al posizionamento, da quando gli strumenti, social network in testa, per molti sono diventati in un certo senso il fine, o parte del fine, e non il mezzo.

Per non fare il disfattista a tutti i costi,  ma soprattutto per amor di cronaca, devo aggiungere che taluni si sono resi conto da soli di quello che stava succedendo, ed hanno imparato per lo meno a gestire il tempo, quello da dedicare alla SEO, e quello più importante da lasciare libero alla produttività, ai contenuti, o meglio ancora alla voglia di comunicare.
Questi blogger  si sono ritirati dalla gara, e sono tornati ad essere piacevoli da leggere, e soprattutto interessanti.

Probabilmente ci hanno pure guadagnato, in termini di visitatori e commenti.

Parcheggi invidiabili, a Ferrara

Parcheggi economici a Ferrara

Quando sono arrivato alle porte di Ferrara ero in ritardo, come al solito, e dovevo trovare un buco per lasciare la macchina, più vicino possibile al centro.
Dovevo partecipare ad un corso, ed ero in ritardo. Un amico mi aveva detto che nella tal via c’era un posteggio a pagamento, e allora ho puntato il navigatore e ci sono arrivato facile.

Prendo il biglietto, posteggio e scappo verso il centro.

Vedo dei taxi e cerco di prenderne uno, ma il tassista mi dice che la via dove dovevo andare era a 5 minuti a piedi, facile da arrivarci, e me la indica. Solo 5 minuti? Ma allora sono proprio in centro… Si ok Ferrara non è New York.
Molto gentile il tassista, l’ho ringraziato, altrove ti avrebbero fatto fare ungiro turistico giusto per spennarti un po’…

Camminando verso la sede del corso scopro che alla fine tanto in ritardo non sono, ed ho pure il tempo di bere un caffè. Quanto mi costerà il posteggio? Non oso pensarlo, meglio non preoccuparsene tanto lo scopro stasera.

Finisce il primo giorno di corso, piove a dirotto ma grazie ai generosi porticati mi bagno relativamente poco tentando di tornare alla macchina.

Prendo il biglietto e lo inserisco nella cassa automatica, e preparo istintivamente un biglietto da 10 dieci Euro e uno da 20, non si sa mai, ma il display mi segna un bel totale di 2 Euro.

2 Euri? Solo? Per tutto il giorno?

Ci dev’essere un errore… infilo il deca e prendo il resto, poi alzo gli occhi e vedo le tariffe: 50 centesimi l’ora nei feriali, per un massimo di 2 Euro.

I festivi poi a 25 centesimi l’ora, e 1 Euro per tutto il giorno!

Grande Ferrara…

L’insostenibile semplicità della posta elettronica

Problema SPAM

In molti non si rendono conto che il grande problema della posta elettronica risiede nella semplicità del suo ormai vetusto protocollo, una semplicità che diventa un’arma molto pericolosa in mano agli spammer, che ne approfittano a man bassa con i risultati che ben conosciamo.
Non se ne rendono conto i fruitori del servizio, quelli che considerano la posta elettronica un servizio pressoché gratuito, ma che deve funzionare per forza, e pure bene.

Parlando del problema SPAM con i clienti, ci si rende conto che loro si aspettano da te, come amministratore/fornitore del servizio, che il fastidio venga debellato. Se esiste un problema, deve esistere anche una cura, e se non funziona è colpa tua che non la sai applicare bene. Magari fosse così…
Il problema è che loro non sanno che il fenomeno dello SPAM è una lotta ad armi impari, che per quanto noi ci si metta di buon grado per limitarne i danni, la guerra contro lo SPAM è una guerra persa in partenza.

La posta elettronica è un sistema debole e vulnerabile

Il problema dello SPAM nella posta elettronica è dovuto ai limiti di base, purtroppo insormontabili, del protocollo utilizzato. Continua a leggere

Tevac, dal dolce alla frutta

Storia di Tevac

Dopo più di 10 anni, dopo tanti alti e bassi, ma anche dopo meravigliosi periodi da protagonisti e per alcuni versi da pionieri, forse è giunto il momento di chiudere un capitolo, lasciare che finisca nell’oblio.
Non lo considero un commiato, un funerale, ma semplicemente un ciclo che si è esaurito, un qualcosa che ha dato tante soddisfazioni a parecchia gente, qualcosa che qualcuno magari ricorderà con piacere, qualcosa da raccontare a Riccardo quando anche l’Internet che conosciamo sarà obsoleta. Qualcosa che, se è giusto che debba finire, finisca così, senza troppi discussioni o rimpianti.

Se così dovrà essere pazienza, dedicherò il mio tempo sul web ad altre passioni, prima fra tutte la passione per le due ruote, perché è innegabile che uno dei motivi dell’oblio di Tevac è il mio disinnamoramento dalle cose di Apple. Adoro i computer della mela, e credo che continuerò ad usarli finché Mac OS X sarà degno di essere titolato, opinione personalissima si intende,  come il miglior sistema operativo di sempre, ma di Cupertino, delle vicende e delle seghe mentali di Jobs, è da parecchio che non me ne può fregar di  meno. Apple è cambiata, negli anni, come è giusto che sia, ma non è più l’Apple che amavo.
Sono cambiato anch’io…

Potrei continuare a fare un “sito fotocopia” come tanti se ne vedono, tanti che per altro vanno per la maggiore, spacciando per originali opinioni riciclate dal web, e spesso tradotte pure male, ma sarebbe prendere in giro  me stesso ed i lettori, ancora numerosi.

Ho lanciato un appello, l’ultimo, per la sopravvivenza di Tevac. L’ultimo, mi sono fatto un giurin giurello da solo, poi si vedrà…

PEC delle mie brame…

Posta Elettronica Certificata

Potrebbe sembrare la bella favoletta all’italiana, se non fosse che (come al solito) sono coinvolti un mucchio di soldi e di interessi, per non parlare delle scelte sbagliate.
Le scelte sbagliate però non sono un problema, se le conseguenze ricadono sugli utilizzatori, ossia i cittadini, che ne pagano oneri e conseguenze.
L’importante è il mucchio di soldi, la torta da spartire.
Pare che funzioni così qui da noi…

Avevamo già parlato della Posta Elettronica Certificata, citando un video molto interessante di Guido Scorza, ora che la corda comincia a tirarsi qualche nodo viene al pettine.

Qualche altro spunto di riflessione, ce n’è per tutti: