Essendo praticamente esauriti i motivi per tornare nella natìa Verona, comincia ad esser troppo tempo che non riesco a farmi del male a dovere con due o tre prelibatezze, a partire dalla soppressa all’aglio (come solo pochi a Verona sanno fare…) ma soprattutto con un bel piatto fumante di bollito con la pearà.

Non è molto estivo come piatto, decisamente, ma con la voglia che mi ritrovo non farei troppo il difficile ora come ora, mi ci farei pure una merendina…
Giusto per i non veronesi il bollito è il bollito, e fin qui… la pearà invece è una salsa della tradizione popolare, una salsa povera, a base di midollo di bue, brodo (assolutamente fatto in casa ma tant’è con il bollito nel piatto il brodo è inevitabile), pane grattugiato e pepe, tanto tantissimo pepe, lasciata bollire per ore ed ore.
Quando la faceva mia madre, nel mio piatto le fette di carne erano talmente sommerse dalla pearà che terminavo a suon di scarpette col pane, fino a ripulire il tutto.
Bollito e pearà sono un connubio indissolubile, però non chiamatela “salsa pearà”, ma solo pearà.
Ho provato anche a farla un paio volta,non è particolarmente difficile, ma almeno qui si fa molta fatica a trovare il midollo di bue.
Di male in peggio…
Le sane trattorie della mia gioventù o sono chiuse o sono diventate qualcosa d’altro, e non so più dove andare a beccare un bollito con pearà fatto come Odino comanda… (a tal proposito, se qualcuno avesse qualche indirizzo sicuro da indicarmi potrei pure invitarlo a cena
)